Fa un po’ più caldo di ieri. Gli scavi proseguono con alacrità, anche se non hanno ancora dato grossi risultati.
Lungo il muro est siamo riusciti a completare la rimozione di uno strato costituito quasi esclusivamente da frammenti di ceramica e pezzi di carbone. Dato che è inserito in una situazione stratigrafica assai complicata, ci stiamo lavorando da diverse stagioni. Ci siamo più volte chiesti quale potesse essere stata l’azione che aveva condotto alla sua formazione. Non capivamo soprattutto perché qualcuno si era prso il disturbo di accumulare così tanta ceramica in un unico punto. Proprio stamattina, grazie a un ritrovamento quasi fortuito, abbiamo avuto un’idea che sembrerebbe funzionare.
Stavo discutendo con Aude sulla possibilità di analizzare rapidamente tutta questa ceramica per poterla immagazzinare in modo da risparmiare un po’ di spazio. Aude si è allora messa a frugare nell’ultima scatola di cocci raccolta e ne ha estratto il frammento della parete di un vasetto con chiare tracce di cenere. Evidentemente era stato utilizzato da qualcuno per spegnervi sigarette e depositarvi i mozziconi. Questa evidenza consente di ottenere un termine post quem, che è possibile fissare genericamente intorno al 1830-1840 (decennio in cui fa la sua comparsa la sigaretta). L’analisi dei dati stratigrafici permette però di precisare ulteriormente la forchetta cronologica e di fissare agli anni Sessanta-Settanta del secolo scorso la formazione dello strato.
Tutto ciò porta ad aggiungere un nuovo tassello alla storia del monumento che stiamo scavando. L’accumulo di cocci di cui abbiamo appena portato a termine lo scavo sembrerebbe essere il risultato di uno scavo compiuto con finalità archeologiche.
A quanto ne sappiamo sembrerebbe che soltanto il collega tedesco Graefe abbia compiuto un sondaggio in corrispondenza della falsa porta con testo solare incisa nella porzione meridionale della parete occidentale del cortile intorno al 1975. La ceramica che abbiamo ritrovato è però troppo abbondante per provenire da uno scavo del genere. L’accumulo di cocci sembrerebbe invece essere il risultato di scavi più estensivi di cui non è però rimasta traccia alcuna. Sarebbe cruciale sapere chi li ha compiuti, ma chissà se vi riusciremo. Urgono verifiche in tal senso. Chissà se all’ispettorato d Gurna è rimasta traccia di quest’attività …






