L'associazione Culturale "Harwa 2001" ONLUS presenta:
Tomba di Harwa - Autunno 2009
Diario di Scavo
 
ottobre 2009
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29 Ottobre

Siamo giunti alla fine della seconda settimana di scavo. Abbiamo allargato un po’ il fronte di rimozione dei detriti e abbiamo così raggiunto l’angolo orientale del portico nord. Lo smontaggio degli strati sta rivelando la porzione restante della scena con le ballerine. Le loro aggraziate figure sono semplicemente  mirabili e non vedo l’ora che siano completamente libere dalla sabbia.

Anche gli scavi nel portico sud hanno raggiunto l’angolo occidentale e la grande figura di Harwa stante che osserva le scene di vita quotidiana davanti a lui è ora totalmente libera dalla sabbia. Qui lavora Ibrahim Hossein Ibrahim che l’anno passato si è reso protagonista della scoperta di numerosi frammenti di papiro. Oggi ha invece compiuto un ritrovamento curioso e toccante allo stesso tempo.

Completando la pulizia della trincea che alcuni tombaroli avevano aperto nel corso della Seconda Guerra Mondiale sono stati trovati rifiuti di ogni genere. Tra questi vi sono alcuni frammenti di giornali in inglese (che consentono la datazione alla Seconda Guerra Mondiale) e altri in arabo più recenti che vanno dagli anni Cinquanta agli Ottanta del secolo scorso.

Tra questo ciarpame Ibrahim ha recuperato una busta di piccole dimensioni con all’interno un biglietto e quello che sembrava un pezzo di stringa. Spinto da forte curiosità ho chiesto a Qenauy e a Mohammed Abd El-Megid di leggermelo. Dopo vari tentativi interpretativi da parte loro per capire quello che c’era scritto e da parte mia per afferrare quello che mi stavano dicendo siamo arrivati a decifrare il contenuto del messaggio. Si tratta di un biglietto di auguri per le festività di fine Ramadan, inviato da Mohammed Ahmed Aly Awadallah, che si trova a Ismalia, a Hasan Mohammed Aly Awadallah, residente a Qurna. La data, difficile da leggere, dovrebbe essere il [19]35 o [19]36. Dai nomi dei due personaggi si capisce che sono cugini di primo grado. Mohammed è figlio di Ahmed e Hasan è figlio di Mohammed. I due padri sono fratelli perché entrambi figli di Aly Awadallah.  

Sia Mohammed Abd El-Megid che Qenauy conoscono perfettamente la famiglia di Aly Awadallah. Alcuni discendenti di Hasan abitano ancora dalle parti del Taref, non molto lontano da Casa Italia. Mi hanno anche spiegato che quello che sembrava un pezzo di stringa è invece un frammento del cordoncino che bordeggia lo scollo sinistro della galabya. In tempi in cui le persone non sapevano ancora scrivere usava inviarselo per dire “Ana bahibbak” (“Ti voglio bene”) . Il biglietto fu sicuramente redatto da uno scriba e Mohammed, per esprimere di persona il proprio affetto a Hasan, non aveva nulla di più vicino al cuore che l’orlo della sua galabeya. Così lo strappò e lo inserì all’interno della piccola busta.