Venerdì pigro sulla riva ovest di Luxor. In questi dieci anni di diario non mi ricordo più neanche quante volte avrò descritto come è bello godersi la giornata di festa qui. C’è nell’aria una rilassatezza che avvolge e coccola. Il piacere è almeno raddoppiato da quandop abbiamo aperto Casa Italia.
Godersi il cambiare dei colori della montagna tebana dalla terrazza leggendo un buon libro. Bersi un caffè e chiacchierare con chi è rimasto a casa. Schiacciare un pisolino cullati dal ritmico rumore delle pale del ventilatore. Piccoli piaceri che ogni venerdì si ripetono in una sorta di rituale sempre uguale, ma non per questo meno gradevole.
Non tutti però amano poltrire. C’è chi è andato a visitare monumenti, chi a comprare regali da portare a casa, chi ha optato per un giro in feluca.
Io no. Tutte queste cose le ho fatte e rifatte nei ventuno anni che ho trascorso a Luxor. Per me è un vero lusso passare il giorno a casa a godermi la pace che regna sovrana in questo lembo di terra affacciato sul deserto.
Mi capita anche di lavorare e rispondere alle mail. Cercando però sempre di non esagerare.
L’unica novità degna di rilievo è che in questi giorni la può contare su un nuovo membro. Si tratta di una gattina rossa che ha cominciato le procedure per adottarci. Alle sette fa colazione con noi, gioca e ci saluta quando partiamo per lo scavo. La rivediamo a pranzo e a cena con sempre maggiore frequenza. Si chiama Cannella. Il nome è stato scelto da Maria, la figlia di mia moglie Olivia, alla quale ho mandato la fotografia con un messaggio di posta eletronica.Venerdì pigro sulla riva ovest di Luxor. In questi dieci anni di diario non mi ricordo più neanche quante volte avrò descritto come è bello godersi la giornata di festa qui. C’è nell’aria una rilassatezza che avvolge e coccola. Il piacere è almeno raddoppiato da quandop abbiamo aperto Casa Italia.
Godersi il cambiare dei colori della montagna tebana dalla terrazza leggendo un buon libro. Bersi un caffè e chiacchierare con chi è rimasto a casa. Schiacciare un pisolino cullati dal ritmico rumore delle pale del ventilatore. Piccoli piaceri che ogni venerdì si ripetono in una sorta di rituale sempre uguale, ma non per questo meno gradevole.
Non tutti però amano poltrire. C’è chi è andato a visitare monumenti, chi a comprare regali da portare a casa, chi ha optato per un giro in feluca.
Io no. Tutte queste cose le ho fatte e rifatte nei ventuno anni che ho trascorso a Luxor. Per me è un vero lusso passare il giorno a casa a godermi la pace che regna sovrana in questo lembo di terra affacciato sul deserto.
Mi capita anche di lavorare e rispondere alle mail. Cercando però sempre di non esagerare.
L’unica novità degna di rilievo è che in questi giorni la può contare su un nuovo membro. Si tratta di una gattina rossa che ha cominciato le procedure per adottarci. Alle sette fa colazione con noi, gioca e ci saluta quando partiamo per lo scavo. La rivediamo a pranzo e a cena con sempre maggiore frequenza. Si chiama Cannella. Il nome è stato scelto da Maria, la figlia di mia moglie Olivia, alla quale ho mandato la fotografia con un messaggio di posta eletronica.






