Riprendiamo a scavare dopo la pausa del venerdì.
Mummie a pezzi, frammenti di giornali, briciole di ushabty, cocci e qualche frammento decorato dalla parete di fondo del portico meridionale è quello che raccogliamo in corrispondenza dell’angolo sud-ovest del cortile dove scava Ibrahim Hossein Ibrahim; schegge di calcare e cocci costituiscono invece il bottino della rimozione degli strati nell’angolo nord-est dove lavora invece Hassan Aryan. Non molto confortante, ma non ci possiamo fare niente. L’esperienza ci ha insegnato che scavare negli angoli (come al centro) del cortile non promette mai nulla di buono. Ibrahim è però riuscito a recuperare un fiore di loto in bronzo (o rame) ricoperto di foglia d’oro. E’ il secondo che troviamo. Un altro l’avevamo recuperato in uno dei pozzi all’interno della tomba nel 2004. Hassan ha invece riportato completamente alla luce la serie di ballerine incise sul registro inferiore della decorazione del muro nord. Necessitano di una pulitura dalla sabbia che vi è ancora attaccata, ma si confermano di squisita fattura, come d’altronde tutta la decorazione del muro di fondo del portico settentrionale.
Le vere novità continuano quest’anno a venire dal lavoro di Cláudia. Ha cominciato a esaminare le mummie scoperte l’anno passato insieme al frammento di ritratto funerario romano. Ha esaminato quella più rovinata (anche lei è d’accordo nel dire che se la sono mangiata i cani o le volpi) e si è appassionata moltissimo alla dentatura che presenta interessanti carie. Dal canto mio non posso non pensare a quanto abbia sofferto il poveretto (o la poveretta, dato che gli indicatori sessuali sono quasi completamente mancanti, sebbene sembri più plausibile la seconda ipotesi). Doveva appartenere a un individuo di età compresa tra i trenta e i quaranta anni.
L’analisi antropologica ha invece dato una probabilità dell’80% che la testa recuperata separata dal corpo appartenga alla mummia a un metro dalla quale è stata trovata. Quest’ultima sembrerebbe essere quella di un uomo. La cosa raccapricciante emersa dall’autopsia è che presenta ferite su varie parti del corpo compatibili con un’arma da taglio molto affilata inferte post-mortem. Sembra che i tombaroli non si siano limitati soltanto a recidere di netto la mano all’altezza del polso. Il lato sinistro del viso risulta percorso da una cicatrice che attraversa la bocca e la guancia; una fetta di mento è mancante; il costato è tagliuzzato in più punti all’altezza del gomito sinistro, quasi staccato dal braccio. Tutte queste ferite, come l’asportazione del polso sono compatibili con azioni volte a privare la mummia degli oggetti preziosi che doveva possedere. L’autopsia ha anche confermato che almeno le braccia, gli avambracci e il viso dovevano essere completamente ricoperti di foglia d’oro. Ulteriori informazioni potranno essere ottenute soltanto con una radiografia o una TAC.





