Oggi non siamo andati a lavoro. E’ l’ottantasettesimo anniversario della scoperta della di Tutankhamon e i colleghi egiziani hanno deciso di celebrarlo aprendo la Casa di Howard Carter, recentemente restaurata e trasformata in un museo. In questa occasione è stato anche organizzato un colloquio internazionale sul “La Valle dei Re dopo Carter” al Museo della Mummificazione. Vi eravamo stati invitati e così abbiamo trascorso la mattinata ascoltando le conferenze dei colleghi. Alle 12.30 un traghetto ci ha riportato sulla riva ovest. Da lì abbiamo raggiunto la Carter House con i nostri mezzi. La cerimonia di inaugurazione era già finita e non ci è restato altro che compiere un giro della casa.
E’ completamente diversa da come me la ricordavo. Negli anni passati era usata dal Consiglio Superiore delle Antichità come foresteria per gli ispettori e c’ero entrato più di una volta. Le pareti erano allora in mattone crudo. Ora sono dipinte di bianco. E’ un po’ una falsificazione, ma sono sicuro i turisti apprezzeranno. Mi sfugge il senso di alcuni ritratti di generali della Prima Guerra Mondiale (tra i quali il nostro Cadorna) adagiati sui ripiani di un armadio a muro. Cosa c’entrano con Howard Carter?
In quest’occasione ho avuto il piacere di incontrare nuovamente il mio compagno di corso Gaetano Palumbo. Ora è direttore per il Medio Oriente e l’Egitto del World Monuments Fund, l’organizzazione mondiale che stila ogni due anni una lista dei monumenti in pericolo con l’intento di porli all’attenzione di vari possibili finanziatori. Gaetano ha presentato un progetto di risistemazione della valle dei re che è sempre più assediata dia turisti. Con lui mi sono lasciato andare ai ricordi del felice periodo trascorso insieme all’Università “La Sapienza”. Vent’anni fa avevamo organizzato un viaggio attraverso tutto l’Egitto insieme ad altri colleghi. Come passa o’ tiempo…
Non ho preso parte alla sessione pomeridiana del colloquio perché dovevo partire per Il Cairo. Sono stato invitato alle celebrazioni dei “102 anni di archeologia ungherese in Egitto”.







