La ripresa dei lavori dopo il fine settimana è segnata da un abbassamento repentino della temperatura. Quando sono atterrato a Luxor verso la mezzanotte di stanotte faceva un bel caldo. Stamattina invece è arrivato un freddo che impone l’uso dei maglioni. La luna calante sta segnando l’arrivo dell’inverno.
La mia breve permanenza al Cairo è andata molto bene. I colleghi ungheresi celebravano i centodue anni di scavi in Egitto con una mostra al Museo del Cairo preceduta da un colloquio sulla necropoli tebana. Le loro più recenti ricerche si concentrano soprattutto in quest’area. Ero stato invitato a tenere una conferenza sulla Tomba di Harwa. Il pubblico ha molto apprezzato. E’ soprattutto la qualità e la delicatezza dei rilievi a lasciare senza parole gli astanti. E’ per me una vera soddisfazione il brusio di approvazione che si leva dalla platea ogni qualvolta mostro la diapositiva nella quale passano in successione le figure dei portatori di offerte scolpite sulla parete di fondo del portico settentrionale. Se poi proprio vogliamo essere più precisi, il merito di questo successo è anche delle belle foto scattate da franco Lovera che è stato a lungo il fotografo della missione.
Durante la mia brevissima assenza lo scavo è continuato senza grandi sorprese. Ho trovato più o meno la situazione che avevo lasciato. In accordo con la stratigrafia Metoda, Nataša e Valentina hanno spostato ora le ricerche nella parte occidentale del cortile. Peccato perché la situazione lungo il muro est si stava facendo davvero interessante. Hanno ripreso anche a lavorare nell’entrata a nicchia di Akhimenru. Da qui sono cominciati a uscire numerosi blocchi pertinenti alla decorazione della parete sud, dove è inciso il Capitolo 142 del Libro dei Morti; il testo che contiene la lista delle varie manifestazioni geografiche di Osiride che avevamo già iniziato a riportare alla luce l’anno passato. Anche qui stiamo raggiungendo la parte più bassa della decorazione.






