L'associazione Culturale "Harwa 2001" ONLUS presenta:
La Tomba di Harwa - Autunno 2009
Diario di Scavo
 
novembre 2009
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11 Novembre

Scaviamo e scaviamo e quello che riusciamo a riportare alla luce sono i resti di un passato lontano, ma non troppo. Si tratta di cose più curiose che interessanti dal punto di vista storico, come il frammento di pagina di un libro di piccole dimensioni emerso dagli scavi nell’angolo sud-ovest del cortile, proprio di fronte alla falsa porta. Cosa stupefacente è che il testo sia in italiano. Si conserva una buona porzione delle due facciate. Leggendo mi è saltata subito agli occhi la frase “… non si era trovato nessuno, che volesse unirsi con una donna così brutta, e d’un cuore così duro.”. Beh… Descrizione esplicita, mi sembra.

Ho cercato di identificare il testo e desumere ulteriori indicazioni sulla datazione. Parla di una certa Madama de la Tour e di un certo M. de la Bourdonnaye. Gli avvenimenti si svolgono tre anni dopo il 1739 in una località che si chiama Porto Luigi. Tutto lascia perciò indicare che si tratti di un testo francese, tradotto in un italiano che appare antecedente a quello dei Promessi Sposi. Anche la carta appare molto simile a quella in uso nelle prima metà del XIX secolo.

I nomi dei personaggi non mi hanno suggerito nulla, mentre mi risultava familiare quello della città di Porto Luigi, naturalmente nella sua traduzione francese di Port Louis. Mi sembrava di esserci anche stato.

Come nel caso della busta indirizzata a Eismann Semenowsky (trovata il 14 novembre 2007) non sarei riuscito a concludere nulla se non vi fosse stato internet.

Tornato a casa ho prima impostato una ricerca basata sui nomi dei personaggi e della località che, però non ha dato i risultati sperati. Ho allora cercato la frase che mi aveva colpito, rispettandone la punteggiatura (chi ha letto “The Lost Symbol” l’ultimo libro di Dan Brown? Se non lo avete fatto, non fatelo.) Ho avuto fortuna e sono riuscito a identificare il testo al primo tentativo grazie a Google Libri. Si tratta della prima traduzione italiana (ma in un’edizione successiva) di Paul & Virginie, romanzo scritto da Jacques-Henri Berardin de Saint-Pierre. E’ la storia di Paolo e Virginia, due giovani che, allevati come fratello e sorella sull’Isola di Francia (futura Isola Mauritius, dove sono stato. Ecco spiegato perché conoscevo Port Louis che ne è la capitale), si innamorano l’uno dell’altra quando divengono adolescenti. La madre di Virginia se ne accorge e spedisce la figlia in Francia per studiare. L’more è però più forte della lontananza e qualche anno dopo Virginia decide di tornare dall’amato. La sua nave naufraga proprio in vista dell’Isola di Francia sotto lo sguardo impotente di Paolo che muore di crepacuore di lì a poco. Bella storia, non è vero? Chissà chi si era portato questo romanzo qui all’ovest di Luxor?

Il ritrovamento mi ha indotto a compiere una piccola inchiesta interna. I gusti sono molto cambiati. I gusti sono molto simili ai miei. Ilaria si è portata i fumetti di Dylan Dog, Aude il terzo volume di Stieg Larsson, Laura ha comprato “Mille miglia  lungo il Nilo” di Amelia Edwards, io ho sul comodino un giallo di Stephen Booth, le altre non stanno leggendo nulla di particolare. Parlandone ci siamo però confessati che a sera siamo tutti così stanchi che non riusciamo ad avanzare un granché.