Si vede proprio che lo scavo è “maturo”. Non facciamo altro che raccogliere frammenti di papiro ovunque. Spuntano anche in aree, come il portico meridionale, dove non ne avevamo mai trovati in precedenza. A prima vista sembrerebbero provenire tutti da Libri dei Morti di varie epoche.
Proprio all’interno del portico meridionale, ieri e oggi abbiamo ritrovato due gruppi di frammenti appartenenti a un unico papiro la cui datazione molto tarda. E’ scritto in ieratico. Oltre al testo è visibile la parte inferiore di una o più vignette dove è raffigurato un personaggio con una tunica che gli arriva fino alle caviglie. Domani mi dedico al restauro dei papiri e cerco di metterli sotto vetro prima di partire.
Da qualche giorno si aggira nella tomba il fotografo sloveno Matjaž Kačičnik che, approfittando di un’escursione a Luxor, è passato a realizzare un servizio fotografico allo scopo di trarne un articolo per qualche rivista.
Ci ha chiesto di potere effettuare qualche ripresa della tomba dopo il calare del sole e così oggi siamo tornati nell’Assasif al tramonto. Un momento bellissimo. Scomparsi i turisti e gli autobus con l’aria condizionata sempre accesa che li vomitano a centinaia nella piana di Deir el-Bahri il silenzio torna a regnare sovrano. Un momento magico. Matjaž ha posizionato qualche flash nel cortile e ha scattato numerose foto, tutte bellissime. Poi siamo scesi anche noi. Gli occhi hanno impiegato alcuni minuti ad abituarsi all’oscurità quasi completa. Però poi i contorni del cortile hanno cominciato a delinearsi sempre con maggior nitidezza. Siamo rimasti a fare fotografie e ad assaporare questa strana atmosfera. Non ho potuto fare a meno di pensare che anche i tombaroli lavoravano in queste condizioni. A differenza di loro che si sono portati via il possibile e l’impossibile, noi ci siamo limitati a rubare qualche immagine. Sarà stata un’impressione ma le stelle in cielo appaiono più brillanti se viste dal cortile della Tomba di Harwa.





