L'associazione Culturale "Harwa 2001" ONLUS presenta:
La Tomba di Harwa - Inverno 2010 - 2011
Diario di Scavo
 
dicembre 2010
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6 Dicembre

 

Giornata abbastanza tranquilla. Il terreno lungo il lato occidentale del cortile ha ripreso a restituire frammenti di papiri di modeste dimensioni. I pochi segni ancora leggibili inducono a pensare che si tratti ancora di parti di quelli recuperati nel corso delle campagne 2008-2009. Questo dà il senso di come ci si trovi ancora a lavorare in strati di accumulo sabbioso risalenti all’inizio del XIX secolo e fortemente caratterizzati da azioni di ruberie.

La situazione archeologica si fa invece sempre più interessante in corrispondenza dell’entrata a nicchia di Akhimenru. E’ stata completamente pulita la soglia già messa in luce l’anno passato. Nell’angolo sinistro rimane ancora la ralla in legno sulla quale doveva girare la porta. Una tale situazione fa pensare a un rimaneggiamento posteriore. Anche la soglia appare costituita da lastre di calcare aggiunte in un secondo  momento. All’interno del piccolo ambiente è stato invece rimosso lo strato indurito di calce al cui interno è stata ritrovata molta ceramica. Tra questa vi erano anche alcuni vasi pressoché completi. Uno in particolare ha attratto la mia attenzione. Ha una forma che ricorda assai da vicino le cosiddette “anforette a staffa” micenee. Si tratta naturalmente di una produzione locale e la datazione, come mi ha assicurato anche Aude, è molto più tarda. Da quello che è possibile affermare osservando la sezione (e perciò il tipo di ceramica) sembrerebbe trattarsi di un vaso di età tolemaica. Aude ha anche detto che la forma è insolita e che non ne ha mai incontrate di simili. Chiederà lumi ad altri colleghi. E’ estremamente difficile che un ceramologo sia a conoscenza di tutti i tipi di vasi prodotti in Egitto. Vediamo cosa rispondono. Sarebbe interessante arrivare a stabilire che l’imitazione di forme micenee si sia mantenuta così a lungo. Si tratterebbe di un periodo di tempo che abbraccia un millennio.   

La rimozione dello strato di calcare indurito (come scavare nel cemento) ha messo in luce sabbia di colore grigio scuro – nero  che ingombra tutta l’entrata a nicchia di Akhimenru. Dovrebbe corrispondere al violento fuoco che in alcuni punti ha provocato la fusione del calcare delle pareti, della ceramica recuperata all’interno della calce che, in ultima analisi, deve essersi prodotta per il disfacimento di blocchi di calcare (addio decorazione) causato dal calore.