Venerdì. Giorno di riposo, ma neanche poi tanto, visto che l’ho dedicato quasi per intero a scrivere un articolo. Me lo hanno chiesto i colleghi ungheresi per includerlo in una raccolta di studi sulla loro presenza archeologica in Egitto. Indovinate quale è argomento? Indovinato. Gli scavi nella tomba di Harwa.
Ho scritto ormai molto al proposito, ma trovo ogni volta qualcosa di nuovo da dire. Tutto merito di questa meraviglia di monumento in cui stiamo lavorando.
Ieri avevo promesso di riferire su un’altra scoperta interessante compiuta in questi giorni. O meglio, è stata effettuata proprio all’inizio dei lavori, ma l’operaio si è dimenticato di comunicarcela. Cosa ha trovato? Un papiro ancora arrotolato. Lo ha recuperato nel corso dello smontaggio di uno strato in corrispondenza del portico meridionale, lo ha messo nell’apposito contenitore per la raccolta dei reperti più importanti e di minore dimensioni. Soltanto ieri, quando Anja e Jera hanno cominciato a mettere un po’ d’ordine nei ritrovamenti accumulatisi nei giorni passati, il papiro è venuto fuori. Possiamo già parlare di “scavo nello scavo”. Alcuni frammenti del papiro sono già staccati, ma il documento appare essere completo. È largo circe cinque centimetri e mezzo. Chissà quanto è lungo… E’ in demotico, scrittura che non conosco e domani, dopo averlo svolto (spero non mi si frantumi tra le mani. Appare molto fragile) ne invio le fotografie ad Angiolo Menchetti che già in passato si è occupato di leggere altri documenti demotici provenienti dallo scavo. Vediamo cosa ci dice.







