L'associazione Culturale "Harwa 2001" ONLUS presenta:
La Tomba di Harwa - Inverno 2010 - 2011
Diario di Scavo
 
febbraio 2011
L M M G V S D
1 2 3 45
6 78910 1112
13141516171819
20212223242526
2728

2 Febbraio

E’ tornato internet!!! Dopo cinque giorni di totale assenza posso così riprendere questo diario…

Non avrei mai pensato, quando l’ho iniziato tre mesi fa, che  oggimi sarei trovato ancora qui in Egitto a scriverlo.

L’Egitto sta cambiando pelle, o almeno sta cercando di farlo e io mi trovo a essere testimone lontano di avvenimenti che, vadano come vadano, modificheranno il tessuto sociale del paese. La muta è sempre un  processo doloroso e la cosa che mi affligge di più è il conteggio dei morti che cresce di ora in ora. La distruzione delle antichità passa in secondo piano rispetto a notizie del genere.

Dico innanzitutto che sto bene. Lo dico ringraziando tutti quelli che mi hanno inviato messaggi preoccupandosi per me. Alla riapertura di internet (che non funziona ancora al pieno della potenza) ne ho trovati una valanga. Almeno una cinquantina. Come faccio a rispondervi personalmente? Sto bene. Sto molto bene. Come potrebbe essere altrimenti? Qui a Luxor la temperatura si è innalzata e mi godo tiepide giornate di sole.

Per quanto riguarda quello che è successo, la situazione è cominciata a peggiorare già il 28, il giorno del mio arrivo. Quando siamo giunti sullo scavo il 29 ho trovato un solo guardiano. Gli altri avevano abbandonato il proprio posto di lavoro seguendo l’esempio dei poliziotti. Ho deciso di chiudere l'indomani dopo avere suddiviso i ritrovamenti e protetto in modo migliore i rilievi del cortile. Il 31 ho pregato Irene, Luisa e Mila, che ancora non erano partite, di andarsene altrove. Senza avvertirmi avevano telefonato in Italia per prenotare posti su voli charter in partenza da Luxor. Hanno lasciato Casa Italia senza neanche salutarmi. Oggi ho ricevuto una telefonata dall’Ambasciata Italiana al Cairo che, tra la altre cose, mi chiedeva di confermare se era vero che Irene e Luisa avessero già raggiunto l’Italia. Lo spero per loro vista la fretta con cui se ne sono andate. Io non ne ho più notizie. Lo stesso vale per Jessica e Mattia, i due studenti che, malgrado glielo avessi sconsigliato, hanno deciso di partire ugualmente finendo nel caos più totale dei voli. Se le mie informazioni sono giuste, dovrebbero avere trascorso due giorni e mezzo tra l’aeroporto di Luxor e quello del Cairo. Anche di loro ho perso ogni traccia e mi auguro che abbiano riabbracciato le loro famiglie. Forse hanno avuto ragione a lasciare precipitosamente il paese e forse qui tra poco la situazione precipiterà. Non lo so. So però che, per il momento, nulla lo lascia presupporre e anche la nostra ambasciata non mi sembra molto preoccupata per la  nostra incolumità. In questi giorni di quasi solitudine ne ho approfittato per rimettere un po' a posto Casa Italia.

L’unico vero problema che abbiamo avuto finora è stato che non siamo potuti uscire né la sera del 29, né quella del 30 . Erano segnalate torme di delinquenti che si aggiravano nei dintorni. Pare si trattasse di gente di Gamula e Dabbaeya, villaggi rispettivamente a nord e a sud di Gurna. Il tutto si è risolto in uno scambio di sassate e colpi di fucile sparati in aria. Il tempio di Karnak è stato invece attaccato nella notte tra il 30 e il 31. I vari racconti che ho raccolto coincidono abbastanza. Un gruppo di ragazzi si è introdotto nel monumento presidiato da soldati, guardiani, poliziotti e ispettori tra cui c’erano anche Mansur Boreik, direttore generale della antichità dell’Alto Egitto, e Ibrahim Soliman, direttore del tempio stesso. Non ho bene capito se gli intrusi sono stati cacciati, picchiati o arrestati. Su questo punto le versioni divergono. Di sicuro c'è che si sono sentiti spari provenire dal tempio per tutta la notte. Me lo ha confermato Aude che ora si trova con la missione francese che opera a Karnak. Parlando di membri della MAIL ancora a Luxor c’è da segnalare Aloïs che si è trasferita da alcuni amici egiziani e dovrebbe lasciare l'Egitto con un volo da Hurgada sabato prossimo.

Avrei fatto meglio a seguire l’esempio di Irene, Jessica, Luisa, Mattia e Mila e andarmene? Me lo chiedo mentre scrivo queste righe.

La situazione è al momento stazionaria. A nord è sicuramente peggiore. Tra i molti messaggi ricevuti  ho trovato la cartolina elettronica del mio amico e collega Paolo Gallo che si trova ad Alessandria. Le dedico la fotografia del giorno.

Non perdetevi la prossima puntata di questo diario. Domani rivelerò al mondo intero l'oscura e terribile minaccia che incombe sulle antichità egizie. Vi anticipo soltanto che proviene dall’Italia…