L'associazione Culturale "Harwa 2001" ONLUS presenta:
La Tomba di Harwa - Autunno 2014
Diario di Scavo
 
dicembre 2014
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16 Dicembre

Un passo avanti e uno indietro. Così procede la ricerca. L’esame della ceramica proveniente dagli strati dell’Epidemia di Cipriano ci ha portato a capire che il vasellame serviva a trasportare i pasti di coloro cui era stato affidato il compito di eliminare i cadaveri degli appestati.
Oggi ci siamo invece occupati delle ossa che sono stati ritrovati tra i resti del grande falò che aveva interessato  gli ingressi di Harwa e Akhimenru (strato 999).
Le mezze scatole di cartone con resti umani sono almeno una ventina. Siamo riusciti ad analizzarne una e ci siamo così resi conto che le ossa sono state sottoposte a un calore molto forte. Alcune sono così cotte da risultare fuse in alcuni punti.
Abbiamo raccolto pezzi di mandibole e denti sparsi. Le maggiori possibilità di reperire tracce del genoma del virus risiedono proprio nella loro analisi. A febbraio, quando tornerò qui insieme agli antropologhi brasiliani, riprenderemo lo studio dei resti umani con maggiore sistematicità.
Questa prima analisi era importante per scegliere le modalità con le quali proseguire nella ricerca. Ne è derivato un problema al quale, sinceramente, non avevo pensato.
Per fare il fuoco sono stati utilizzati indiscriminatamente pezzi di sarcofagi e mummie più antiche. Non tutti i resti umani possono perciò essere attribuiti a cadaveri di persone morte in conseguenza dell’Epidemia di Cipriano. Questo implica un notevole aumento nel lavoro perché sarà necessario estendere la ricerca dei denti anche ad altri strati. Dovremo, per esempio, andare a rovistare tra i resti umani trovati nell’accumulo di calcare che copriva parte della prima sala ipostila e che abbiamo scavato nel 1997. Qui erano stati accumulati i cadaveri degli appestati prima di essere trasportati al centro del cortile per essere bruciati.
Meno male che abbiamo conservato tutto, anche se non sarà un piacere andare a recuperare le scatole in cartone piene di ossa accumulatesi nel corso di quegli scavi. Le abbiamo immagazzinate in fondo a un pozzo scavato nel 1999 senza un vero e proprio ordine. Chi si sarebbe mai immaginato che avrebbero potuto un giorno rivelarsi utili in una ricerca del genere…

Tra le altre attività della seconda parte della mattinata c’è invece da segnalare il riuscito collegamento tramite Skype con l’Istituto Comprensivo Riccardo da Lentini. Fa parte di un esperimento di comunicazione al quale abbiamo lavorato proprio negli ultimi giorni. Gli studenti della Kore che mi accompagnano hanno proposto alle scuole secondarie da cui provengono un’attività di orientamento direttamente dal cantiere di scavo. Abbiamo ricevuto molte adesioni e ieri abbiamo anche effettuato il primo collegamento grazie alla connessione che siamo riusciti a portare sul cantiere.
E’ di sicuro un’esperienza da ripetere. I ragazzi del Riccardo da Lentini si sono dimostrati entusiasti per questa iniziativa che gli ha consentito di trascorrere quasi un’ora insieme a noi e di osservare i nostri ritrovamenti, gli attrezzi che utilizziamo, i particolari del monumento che stiamo scavando. Domani si sono prenotate altre due scuole.