|
BELGIO - E' giunta in questi giorni la triste notizia
della scomparsa di Roland Tefnin, egittologo belga,
professore alla Libera Università di Bruxelles e direttore
della MANT (Mission Archéologique dans la Nécropole Thébaine).
Interessato ai più diversi aspetti dell'arte egizia è stato
tra i primi ad applicare metodologie di analisi semiotica
nello studio di questo settore della disciplina egittologica.
Negli oltre quarant'anni di attività ha toccato diversi temi
e problematiche di ricerca: dal rapporto tra immagine e
testo alle cosiddette "teste di ricambio", dalle tavolozze
di epoca protodinastica all'arte amarniana. Ogni lavoro di
Tefnin è caratterizzato da analisi innovative e conclusioni
audaci, talvolta in aperto contrasto con le teorie
consolidate dalla consuetudine. Le sue idee hanno saputo
"fare scuola" e i giovani egit-tologi belgi che hanno
contribuito in questi ultimi anni e in maniera deter-minate
all'attuale ricerca egittologica sono per la maggior parte
suoi allievi.
Dal 1999 aveva intrapreso il recupero e lo studio delle
tombe di Imenemipet (TT 29) e Sennefer (TT 96), situate
a Sheikh Abd
el-Gurna nell'area della necropoli tebana. E' in quella occasione che la sua strada si è
incrociata con quella della Missione Archeologica Italiana a
Luxor. Da quell'anno abbiamo infatti cominciato a condividere gli spazi dell'Hotel Marsam. L'ultima
conversazione con Roland si è svolta proprio nel giardino
dell'albergo nel febbraio scorso. Lui aveva appena concluso
la sua permanenza nella Riva Ovest di Luxor, noi eravamo
appena arrivati. E' stato un incontro cordiale, durante il
quale Roland ha raccontato le sue ultime scoperte e parlato
dei suoi futuri progetti con l'entusiasmo e la giovialità
che gli erano propri. Triste, molto triste, pensare che il
prossimo anno non lo incontreremo di nuovo. |

|