- 23 Luglio 2006 -


BELGIO - E' giunta in questi giorni la triste notizia della scomparsa di Roland Tefnin, egittologo belga, professore alla Libera Università di Bruxelles e direttore della MANT (Mission Archéologique dans la Nécropole Thébaine). Interessato ai più diversi aspetti dell'arte egizia è stato tra i primi ad applicare metodologie di analisi semiotica nello studio di questo settore della disciplina egittologica. Negli oltre quarant'anni di attività ha toccato diversi temi e problematiche di ricerca: dal rapporto tra immagine e testo alle cosiddette "teste di ricambio", dalle tavolozze di epoca protodinastica all'arte amarniana. Ogni lavoro di Tefnin è caratterizzato da analisi innovative e conclusioni audaci, talvolta in aperto contrasto con le teorie consolidate dalla consuetudine. Le sue idee hanno saputo "fare scuola" e i giovani egit-tologi belgi che hanno contribuito in questi ultimi anni e in maniera deter-minate all'attuale ricerca egittologica sono per la maggior parte suoi allievi.
Dal 1999 aveva intrapreso il recupero e lo studio delle tombe di Imenemipet (TT 29) e Sennefer (TT 96), situate a Sheikh Abd el-Gurna nell'area della necropoli tebana. E' in quella occasione che la sua strada si è incrociata con quella della Missione Archeologica Italiana a Luxor. Da quell'anno abbiamo infatti cominciato a condividere gli spazi dell'Hotel Marsam. L'ultima conversazione con Roland si è svolta proprio nel giardino dell'albergo nel febbraio scorso. Lui aveva appena concluso la sua permanenza nella Riva Ovest di Luxor, noi eravamo appena arrivati. E' stato un incontro cordiale, durante il quale Roland ha raccontato le sue ultime scoperte e parlato dei suoi futuri progetti con l'entusiasmo e la giovialità che gli erano propri. Triste, molto triste, pensare che il prossimo anno non lo incontreremo di nuovo.


 

 

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