Non credevo che l'idea
del bolletino potesse suscitare tale e tanto
interesse. Ho ricevuto un mucchio di risposte e
anche alcuni suggerimenti. Accolgo subito quello di
Gianluca Rossi, architetto veterano delle missioni
francesi al Ramesseo, e allego una fotografia degli
scavi davanti all'entrata della tomba.
Oggi è stato il primo
giorno di vero e proprio scavo. Mustafa è venuto in
albergo a un quarto alle sette e da lì siamo partiti
con il microbus di Ahmed. Giornata limpidissima e
piacevolmente fresca. Davanti alla tomba mi
aspettavano tanti volti noti: Mohammed e Sayed con
cui ho iniziato gli scavi nella tomba di Harwa nel
1995; Abd el-Megid che conosco dal 1988, quando sono
giunto per la prima a volta a Tebe Ovest con
Donadoni; Aly Hassan Sabra, soprannominato Doctor
Aly perché è l'unico operaio con gli occhiali;
Qenauy che fa il culturista e che in realtà si
chiama Mustafa; Abu el-Of, il bersaglio preferito
dal bastone del rais (soltanto per gioco); Mursi
Abbas Selim, che con i suoi 83 anni è ormai
un'istituzione (non lavora, ma viene preso ogni anno
perché mi dicono che deve mantenere una moglie
giovane e dispendiosa. Chissà se è vero...). Tra gli
operai che lavorano già da anni alla tomba di Harwa
e quelli che ci stati raccomandati, la squadra ha
raggiunto il numero di ventiquattro. Con Mohammed
Shams ed-Din e Ahmad Abd el-Rasek, i due ragazzi a
cui Ilaria Perticucci (arriva a fine novembre) ha
insegnato il metodo per rimuovere il guano dalle
pareti della tomba, sono andato all'interno della
tomba per costruire l'impalcatura in tubi Dalmine
che consentirà loro di completare l'opera di pulizia
sopra il pozzo funerario nella seconda sala
ipostila. Gli altri ventuno operai (Mursi non conta)
hanno invece continuato a rimuovere i detriti
davanti all'entrata. Al termine della giornata
avevano fatto un lavoro incredibile. Nessun
ritrovamento degno di nota, visto che stiamo
scavando terra di riporto dagli scavi di altre
tombe. Nel precedente messaggio dicevo che c'erano
sei metri di accumulo. Oggi mi sono invece reso
conto che saranno una decina. Talvolta pecco in
ottimismo.
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