Sabato 4 novembre 2000
Ho iniziato ad ampliare lo scavo davanti
all’entrata. Lo strato di sabbia e schegge di
calcare ha infatti iniziato a lasciare il posto
a terreni di diversa composizione e consistenza.
Non appena si delinea una situazione più netta
sarà necessario compiere i rilevamenti del caso
e iniziare a distinguere i vari strati.
A colazione abbiamo trovato in albergo Anne
Seiler, la ceramologa tedesca che lavora
quest’anno con la nostra missione e che è appena
arrivata con il treno dal Cairo. Per me è un
piacevole ritrovarsi, visto che ci conosciamo
ormai dal 1991. Ci siamo incontrati proprio qui
a Tebe Ovest. Lei lavorava nella missione
archeologica tedesca di Dra Abu el-Naga, io
facevo allora parte dell’équipe di scavo
dell’Università di Roma. Anne è molto brava e ha
già lavorato in Egitto e Sudan in missioni
tedesche, inglesi e francesi. Il suo contributo
sarà fondamentale per far “parlare” le
tonnellate di ceramica che si sono andate
accumulando nei vari anni di scavo.
Il resto della mattinata trascorre
nell’affinamento delle metodologie di scavo che
acquista contorni sempre più precisi, ma che
subisce un inevitabile rallentamento.