|
|
| |
Giovedì 9 novembre
Nel microbus che ci porta sullo scavo cantiamo “tanti
auguri a te” ad Alessandra che compie gli anni.
Lo scavo all’esterno dell’entrata della tomba procede
lentamente. Gli operai lavorano sotto a una parete di
detriti alta almeno quattro metri. I portatori di
cestino vanno avanti e indietro con regolarità. I loro
passi sono scanditi da tutta la serie di incitamenti del
rais.
Sposto Mohammed Sid Ahmed all’interno della rampa
d’accesso con il compito di chiarificare la situazione
stratigrafica. Proprio da qui proviene l’unica vera
sorpresa della giornata: un frammento superiore di
ushabty in fayence. La mancanza di un pilastro dorsale
lo data con certezza a prima della XXVI dinastia. L’invetriatura
è di colore azzurro, ma si tratta soltanto di uno strato
preparatorio. Alcune minuscole tracce della superficie
originaria dimostrano che doveva essere un tempo verde.
E’ tipologicamente molto simile ad altri ritrovati negli
anni precedenti. Su uno di questi è stato possibile
leggere il nome di Harwa che si vedrebbe così attribuite
due serie di ushabty diverse, una in pietra e una in
fayence. Anche questa è una delle tante cose che rendono
la tomba di Harwa un monumento unico.
Mariolina e Giuliana continuano i rilievi con Mustafa.
Daniel viene trasferito ad aiutare Anne. Deve verificare
se tra i frammenti ceramici esaminati ve ne siano che
attaccano.
Lo scavo ha termine alle dieci. Mezza giornata di
libertà agli operai perché domani è la festa di Abu
el-Haggag, la ricorrenza religiosa più importante della
Luxor mussulmana. Proprio alle 10 arrivano in visita
Mohammed Nasr, direttore del Museo di Luxor in compagnia
del rettore dell’Istituto di restauro locale. Con loro
c’è anche Ibrahim Soliman, un capo ispettore che conosco
dal 1989 e che è più di un amico, che ci offre di andare
a visitare la tomba di Nefertari.
>
|
|
|