TOMBA DI HARWA
Diario 2000
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francesco.tiradritti@harwa.it
     
10 novembre 2000
      001110, Processione di Abu el-Haggag.jpg  
     
 

Dietro la barca sfilano alcuni carri che dovrebbero rappresentare le corporazioni. L’unico immediatamente riconoscibile è quello dei cuochi. Gli altri un po’ più difficilmente, a meno di interpretare il bambino dipinto di bianco calce che esce con aria triste da un barile come uno spirito dei muratori e il bel ragazzo sculettante dai tratti sottili vestito da donna come il rappresentante delle danzatrici del ventre. Tutto ciò mi sembra però assai improbabile.
L’atmosfera è di enorme confusione ed eccitazione. La folla festante è costituita da uomini di tutte le estrazioni ed età accomunati da un’innata propensione per caos e rumore. Le donne, i bambini e i turisti si tengono sui marciapiedi. Alcuni ragazzini passano dietro e cercano di allungare le mani sulle turiste presenti con gli occhi troppo fissi sulla processione per guardarsi alle spalle.
Alle tre tutto è già finito. Si smontano le tende dove per alcune notti hanno avuto luogo le danze estatiche ritmate da tamburi e dalla voce salmodiante di un officiante. Qualche venditore di cappellini sgargianti riesce a consumare un full (la zuppa di ceci locale) in santa pace, senza essere preso d’assalto dalle miriadi di bambini che continuano a inseguirsi con pistole-giocattolo più o meno offensive.
Al rientro all’albergo prendiamo brevemente parte alla festa di compleanno di Amin al quale regaliamo una macchina fotografica completa di rullino. Amin comincia a scattare fotografie a tutti. Sono curioso di vedere il risultato.
 
 
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