TOMBA DI HARWA
Diario 2000
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francesco.tiradritti@harwa.it
     
12 - 16 novembre 2000 (I parte)
      001112, Angolo NE dello scavo.jpg  
     
 

Nel frattempo gli scavi continuano sotto un sole sempre più impietoso che non accenna a diminuire in intensità e calore. La sabbia da spostare non sembra avere mai termine. I frammenti di calcare di tutte le dimensioni lasciano il posto ad altri frammenti di calcare e a sabbia, ancora sabbia e poi sabbia. Stiamo rimovendo gli strati accumulati da chi ha scavato le tombe dell’Assasif, di chi le ha riutilizzate e di chi, infine, le ha depredate. Il materiale che ricopre il fronte di roccia tagliata che si sviluppa obliquamente al portico d’accesso alla tomba di Harwa appare privo di qualsiasi frammento ceramico. A fine giornata, le scatole di cartone dove gli operai devono mettere tutto quello che trovano nel corso dello scavo, vengono ritirate vuote.
Un particolare raccapricciante è dato dal ritrovamento di una carcassa di volpe mummificata i cui resti sono stati recuperati sparpagliati intorno e sotto a un sasso. Il povero animale deve essere rimasto schiacciato da una frana. Non è stato possibile rimuovere subito parte della carcassa e così, la mattina successiva al ritrovamento, al ritorno sullo scavo abbiamo scoperto che uno dei tanti cani che si aggirano di notte per la necropoli aveva scavato sotto il sasso e aveva fatto scempio di quello che era rimasto della volpe.
Soltanto oggi (che è il 16), al termine della giornata siamo finalmente riusciti a mettere completamente in luce la superficie superiore della roccia tagliata. Si apre per un fronte lungo un po’ più di dieci metri. Quello che in un primo momento sembrava essere un foro che penetrava nell’angolo Nord-Est della parete rocciosa è risultato invece essere nient’altro che una più profonda depressione nella parete. Siamo a circa un metro e mezzo al di sopra del livello di calpestio. Non resta che proseguire.
 

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