TOMBA DI HARWA
Diario 2000
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francesco.tiradritti@harwa.it
     
Qurna, 17 - 19 novembre 2000
      001119, Andrej Niwinski.jpg  
     
 
Riprendere la cadenza di questo giornale mi è veramente difficile. Le giornate sembrano cortissime e succedono talmente tante cose che abbiamo appena il tempo di viverle. La stanchezza è molta, soprattutto perché il sole della tarda mattinata continua a essere forte.
E’ così che abbiamo approfittato della festa di venerdì per restare in albergo a riposarci.
L’indomani Giuliana e Mariolina hanno terminato il disegno dell’area antistante all’entrata della tomba ed è così stato possibile passare dalla rimozione degli strati di accumulo allo smontaggio di quelli più propriamente archeologici. Lo scavo è rallentato, ma ha cominciato a dare primi risultati. Si è cominciato a scavare una lingua di sabbia più scura e priva di pietre che dovrebbe corrispondere al risultato dell’azione di qualche tombarolo. Al suo interno sono stati infatti recuperati tutti i reperti tipici di strati che hanno una tale origine: frammenti di ushabty e di ceramica, bende, una testa e una gamba di mummia. Particolarmente eccezionali, anche se purtroppo assai frammentari, sono la testa di una gazzella in fayence (che doveva fare parte di un vasetto per toeletta, di quelli molto belli del Nuovo Regno), un amuleto in forma di pilastro-djed in pasta virtrea e la parte superiore di una statuina di Iside, sempre in fayence. Lo strato è abbastanza consistente e la sua rimozione completa prenderà un bel po’ di tempo.

Nei giorni scorsi avevo anche controllato se vi fosse un pozzo funerario con pochi detriti da rimuovere, dove potessero essere in seguito immagazzinate le scatole di cartone con tutta la ceramica analizzata da Anne. Ho scelto quello che si apre nell’annesso meridionale centrale della prima sala ipostila. Non è molto profondo e termina in una bassa stanzetta il cui pavimento è visibile sotto un cumulo di detriti di non grande consistenza. Oggi ho cominciato a costruire una struttura di tubi innocenti sull’imboccatura del pozzo per facilitarne il suo svuotamento.
 

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