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Lunedì 20 novembre
Oggi è Abu Khomsan. Si celebra la festa del patrono di
Qurna. Dietro il tempio di Sety I svettano ormai da
alcuni giorni due ruote panoramiche e il baraccone del
“Salto mortale” (è scritto proprio così in italiano).
Oggi la festa raggiunge il suo apice con tanto di
cavalieri e danza dei bastoni. Vista l’immensa mole di
lavoro compiuta dagli operai quest’anno ho deciso di
dare loro una mezza giornata festiva pagata.
Ci si può rendere conto che Mohammed Sid Ahmed ha
intanto cominciato a liberare il pozzo in cui ho
intenzione di immagazzinare la ceramica scartata da Anne
perché, avvicinandoci al cumulo di detriti provenienti
dagli scavi, si è attanagliati da un inconfondibile
odore polveroso di mummia. Proviene dai pezzi di calcare
che giacevano nella stanzetta in fondo al pozzo. Proprio
da qui proviene la prima vera sorpresa di questa
stagione di scavo. Mohammed mi manda a chiamare. Quando
entro nella stanzetta trovo “Dottor” Aly, che ora è
addetto a tirare su i cestini pieni di detriti, e i
quattro ragazzi che li portano via in stato di visibile
eccitazione. Scendo nel pozzo e Mohammed mi mostra il
frammento di un beccuccio di una tavola per offerte in
granito. Molto bella, ma… Tutto qui? Gli occhi chiari di
Mohammed sorridono dietro la mascherina che lo protegge
dalla polvere fittissima ancora sospesa nell’aria. Si
china e raccoglie da terra un pezzo di calcare. Lo gira
davanti ai miei occhi e me lo mostra. E’ iscritto! Un
ostracon ieratico! Si tratta infatti di uno dei
frammenti di calcare che gli scribi raccoglievano da
terra e che utilizzavano come superficie scrittoria per
prendere appunti di vario genere. Su questo vi sono
dieci linee di scrittura ieratica che a un primo sguardo
appaiono databili dalla paleografia a un’epoca tarda.
Vorrei buttarmi subito nella difficile decifrazione di
questo prezioso reperto (un ostracon di tale lunghezza è
comunque una rarità), ma siamo arrivati all’ora di
colazione e non torneremo sullo scavo che domani.
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