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Martedì 21 novembre
Altra sorpresa dal pozzo. Lungo la parete occidentale
della piccola stanza che si apre al fondo Mohammed ha
messo in luce l’imboccatura di un secondo pozzo
funerario. Scendo a vedere. E’ molto piccolo ed è
difficilmente qualcosa di più dell’abbozzo di uno scavo,
ma il suo ritrovamento lascia aperta la strada a
congetture. Interessante è invece il ritrovamento di un
altro ostracon che, sebbene sia molto sporco di terra,
appare essere un’annotazione con l’indicazione di varie
giornate, probabilmente riferita alla consegna di
qualche bene di consumo. E’ ancora presto per fare
ipotesi, ma potrebbe trattarsi di qualcosa destinato
agli operai che lavoravano allo scavo del pozzo
funerario. Se così fosse costituirebbe un’ulteriore
indicazione del fatto che il lavoro nella stanza in
fondo al pozzo sia stato abbandonato prima di essere
portato a termine.
Nella seconda parte della mattinata arrivano sullo scavo
i miei genitori, Giacomo, Silvia e Beatrice. Grande
commozione del rais alla vista di Giacomo per il quale
prova un profondo amore. Dobbiamo aspettare a lungo
prima che i due si divincolino dall’affettuoso abbraccio
in cui si sono subito allacciati. Il rais ha baciato
varie volte (sulla guancia) Giacomo, ma si è comportato
in modo più virile dell’anno scorso: non ha infatti
versato neanche una lacrima. Faccio visitare la tomba a
mia madre (che era già venuta l’anno scorso), a Silvia
(che è una veterana della missione), a Beatrice e a mio
padre che invece non l’avevano mai vista. Giacomo
continua la visita mentre io accolgo i francesi della
missione di Deir el-Medina e Lisa Giddy.
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