TOMBA DI HARWA
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francesco.tiradritti@harwa.it
     
22 novembre 2000
      Harwa's Suite.jpg  
     
 
Mercoledì 22 novembre

Passo la prima parte della mattinata a documentare la stanza in fondo al pozzo appena scavata, in modo da proseguirne lo scavo. Poi vi faccio tornare Mohammed.
Inizio a impostare il lavoro epigrafico con Silvia, Mariam e Beatrice. Si tratta soprattutto di analizzare le centinaia, forse migliaia, di blocchi con iscrizioni recuperati nel corso delle campagne precedenti e di tentare di ritrovare la loro collocazione originaria. È un rompicapo con un’infinità di pezzi mancanti. Come punto di riferimento abbiamo le tombe dell’Assasif di epoca successiva. Montuemhat, Petamenofi, Padineith, Pabasa, Sheshonq e gli altri funzionari tebani vissuti nel corso della XXVI dinastia hanno infatti copiato molte parti della decorazione e dei testi di Harwa. Questo ci facilita un lavoro che altrimenti sarebbe impossibile compiere. Decido di cominciare con i blocchi ritrovati nel corso dello scavo di uno dei quadrati più interni della prima sala ipostila. L’anno scorso Silvia aveva analizzato e inventariato i blocchi del quadrato contiguo.
Poco prima della pausa di colazione Mohammed mi viene a chiamare e mi dice che il pozzo è terminato. Me lo aspettavo, ma non posso nascondere che provo una piccola delusione. Mi viene in mente il proverbio che ricorre spesso qui “iom baasal, iom aasal”, “Un giorno la cipolla, un giorno il miele”. Oggi cipolla sullo scavo!




 

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