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Mercoledì 22 novembre
Passo la prima parte della mattinata a documentare la
stanza in fondo al pozzo appena scavata, in modo da
proseguirne lo scavo. Poi vi faccio tornare Mohammed.
Inizio a impostare il lavoro epigrafico con Silvia,
Mariam e Beatrice. Si tratta soprattutto di analizzare
le centinaia, forse migliaia, di blocchi con iscrizioni
recuperati nel corso delle campagne precedenti e di
tentare di ritrovare la loro collocazione originaria. È
un rompicapo con un’infinità di pezzi mancanti. Come
punto di riferimento abbiamo le tombe dell’Assasif di
epoca successiva. Montuemhat, Petamenofi, Padineith,
Pabasa, Sheshonq e gli altri funzionari tebani vissuti
nel corso della XXVI dinastia hanno infatti copiato
molte parti della decorazione e dei testi di Harwa.
Questo ci facilita un lavoro che altrimenti sarebbe
impossibile compiere. Decido di cominciare con i blocchi
ritrovati nel corso dello scavo di uno dei quadrati più
interni della prima sala ipostila. L’anno scorso Silvia
aveva analizzato e inventariato i blocchi del quadrato
contiguo.
Poco prima della pausa di colazione Mohammed mi viene a
chiamare e mi dice che il pozzo è terminato. Me lo
aspettavo, ma non posso nascondere che provo una piccola
delusione. Mi viene in mente il proverbio che ricorre
spesso qui “iom baasal, iom aasal”, “Un giorno la
cipolla, un giorno il miele”. Oggi cipolla sullo scavo!
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