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Giovedì 23 novembre
Abbiamo bisogno di un ulteriore ampliamento dei
magazzini già esistenti e, visto che abbiamo già
terminato lo scavo del pozzo, abbiamo ripreso da ieri la
rimozione dell’ultimo strato nella sala che dal cortile
consente l’accesso alla parte meridionale del corridoio.
Avevamo già parzialmente scavato questo ambiente l’anno
passato, quando avevamo iniziato a svuotare i pozzi che
si aprono nel pavimento delle due stanzine poste lungo
il suo lato corto meridionale. Quasi al termine della
giornata il novo scavo ci regala un’ulteriore sorpresa.
Una volta rimosso l’ultimo strato di detriti (composto
anche di paglia, visto che l’ambiente deve essere stato
usato come stalla in un periodo impossibile da definire)
appare una struttura circolare scavata nel pavimento. Ha
una cavità semisferica al centro, circondata da un
piccolo canale che termina in una depressione, di forma
pressoché quadrata, profonda circa dieci centimetri e
completamente riempita di fango indurito. La sua forma
ci lascia perplessi, ma Anne sostiene che gli ricorda
qualcosa di simile visto nel cortile della non distante
tomba di Paser. L’interpretazione che ne è stata data
dagli archeologi di Heidelberg che la hanno scavata è
quella di un apparato simile alle immagini dell’“Osiride
vegetante” abitualmente poste nelle camere funerarie a
non troppa distanza dal defunto. Si trattava di forme di
legno che riproducevano il profilo del dio dei morti
Osiride ed erano riempite di terriccio in cui venivano
gettati semi di orzo o grano che, una volta divenuti
spighe fungevano da promessa di rinascita eterna per il
defunto. La struttura scavata nel pavimento della sala
potrebbe avere avuto la stessa funzione: nella cavità
semisferica al centro poteva benissimo essere inserita
una piccola giara trasudante acqua che andava a bagnare
il terreno posto nella depressione quadrata, seminato a
orzo o a grano. La sua posizione, in direzione
dell’ingresso della stanza apparirebbe rinforzare
ulteriormente questa ipotesi.
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