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Martedì 28 novembre
Stanotte alle 3 è arrivato Franco Lovera, il fotografo e
amico con cui ho condiviso tante missioni in Egitto e
Sudan. Mi accorgo della sua presenza perché, quando mi
alzo, trovo attaccata sullo sportello del frigo una
splendida fotografia in bianco e nero del rilievo in cui
Anubi giunge per condurre Harwa vecchio e pingue
nell’Oltretomba. Al di sopra della fotografia Franco ha
appiccicato un nastro adesivo con la scritta “Harwa’s
frigo”. E’ la sua risposta all’etichetta “Harwa’s suite”
che campeggia sulla porta degli ambienti che occupiamo.
Il lavoro di Mariam, Beatrice e Silvia inizia a dare i
primi frutti. Sono riuscite a trovare alcuni attacchi
tra i blocchi che stanno esaminando e, di alcuni di
questi, a ipotizzare il luogo di provenienza sulle
pareti. Sarà un lavoro di ricerca paziente e prenderà
anni, ma almeno comincia a dare qualche piccola
soddisfazione che, a fine mattinata, si legge
chiaramente sul volto delle tre epigrafiste.
Lo scavo della porzione settentrionale dello spazio
antistante alla parete di roccia tagliata porta
all’asportazione di strati di detriti al cui interno
vengono trovati pochissimi frammenti ceramici. Man mano
che sabbia e pietre di ogni dimensione scendono di
livello, si fa sempre più strada in me la convinzione
che si stia scavando un’antica cava da cui sono stati
asportati blocchi di calcare. La qualità della pietra è
ottima e le pareti sono tagliate in modo regolare
rispettando un determinato modulo. L’importante sarebbe
riuscire a datare con più precisione lo scavo, ma i
ritrovamenti non aiutano affatto.
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