TOMBA DI HARWA
Diario 2000
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francesco.tiradritti@harwa.it
 
29 novembre 2000
     
 
Mercoledì 29 novembre

Gli scavi continuano, ma io passo la mia mattinata a Luxor nel tentativo di farmi convalidare una firma. Mi serve per una procura con cui gli incaricati del consolato possano ritirarmi uno scanner all’aeroporto del Cairo. Mi è stato sequestrato all’arrivo in Egitto perché avevano timore che mi mettessi a stampare false lire egiziane!
Ho con me Mohammed, un addetto del locale consolato italiano. Il tribunale di Luxor ha pareti marroni e intorno alla scrivania del funzionario addetto all’autentica delle firme si accalca una folla in galabeya scomposta e vociante. Chi non sa firmare fa autenticare la propria impronta digitale. L’impiegato imprime un mucchio di timbri su ogni foglio (alla fine sul mio ne risultano sette). Non firma, ma ha un timbro con il proprio nome (non è analfabeta. Questo sistema gli permette di sbrigare tutto più velocemente). Ogni tanto si infuria. Siamo in Ramadan e il digiuno rende tutti un po’ nervosi. Strappa qualche foglio. Getta carte di identità addosso a questuanti troppo insistenti. Riorganizza la fila che, dopo cinque minuti, si è nuovamente trasformata in calca. Riguadagno l’ovest di Luxor contento di ritrovarne la pace.








 
 
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