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Giovedì 30 novembre
Passano un cameraman e un giornalista di Stream.
A metà mattinata il lavoro nella porzione settentrionale
dello spazio antistante la parete di roccia tagliata è
quasi terminato. L’idea che si tratti di una cava si
rafforza sempre di più. Contro la parete orientale viene
ritrovata “in situ” una giara priva di collo. Una volta
fotografata e ripresa, viene rimossa. Al suo interno vi
sono rimasugli di gesso. Sembrerebbe essere stata
utilizzata per intonacare qualcosa quando ormai era già
rotta, visto che una scolatura di gesso si allunga anche
sulla superficie esterna.
Giacomo è andato a prendere le scale dal fabbro che
dovrebbe averle messe a posto. “Dovrebbe” è il termine
esatto, visto che, una volta portate nella stanza in cui
si apre il pozzo principale, fatichiamo non poco a
metterle insieme. Le caliamo nell’oscurità e scendo
alcuni gradini per fissare definitivamente i bulloni. Il
mio naso è subito attanagliato da un forte e nauseabondo
odore di decomposizione. In fondo al pozzo si apre la
sala in cui un tempo doveva trovarsi il sarcofago di
Harwa. Non vi siamo ancora mai scesi. Cosa ci aspetta al
suo interno. Getto uno sguardo verso l’apertura in basso
prima di risalire. Vi scenderemo sabato prossimo con le
dovute cautele. Cosa ci aspetta laggiù in fondo?
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