TOMBA DI HARWA
Diario 2000
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francesco.tiradritti@harwa.it
 
30 novembre 2000
     
 
Giovedì 30 novembre

Passano un cameraman e un giornalista di Stream.
A metà mattinata il lavoro nella porzione settentrionale dello spazio antistante la parete di roccia tagliata è quasi terminato. L’idea che si tratti di una cava si rafforza sempre di più. Contro la parete orientale viene ritrovata “in situ” una giara priva di collo. Una volta fotografata e ripresa, viene rimossa. Al suo interno vi sono rimasugli di gesso. Sembrerebbe essere stata utilizzata per intonacare qualcosa quando ormai era già rotta, visto che una scolatura di gesso si allunga anche sulla superficie esterna.
Giacomo è andato a prendere le scale dal fabbro che dovrebbe averle messe a posto. “Dovrebbe” è il termine esatto, visto che, una volta portate nella stanza in cui si apre il pozzo principale, fatichiamo non poco a metterle insieme. Le caliamo nell’oscurità e scendo alcuni gradini per fissare definitivamente i bulloni. Il mio naso è subito attanagliato da un forte e nauseabondo odore di decomposizione. In fondo al pozzo si apre la sala in cui un tempo doveva trovarsi il sarcofago di Harwa. Non vi siamo ancora mai scesi. Cosa ci aspetta al suo interno. Getto uno sguardo verso l’apertura in basso prima di risalire. Vi scenderemo sabato prossimo con le dovute cautele. Cosa ci aspetta laggiù in fondo?
 
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