TOMBA DI HARWA
Diario 2000
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francesco.tiradritti@harwa.it
 
1 dicembre 2000
     
 
Venerdì 1 dicembre

Mi sveglio da un sogno in cui mi trovavo all’interno della tomba di Harwa. La tomba dei miei sogni è naturalmente totalmente diversa da quella che stiamo scavando. Mi sono accorto che, man mano che progrediscono gli scavi, anche il mio sogno progredisce. All’inizio dovevo calarmi in una fenditura della roccia. Poi ho girato per corridoi che finivano in negozi di souvenir e ristoranti. Stanotte, attraversando una parete, sono entrato in un nuovo labirinto di corridoi, illuminati come se si trattasse di una stampa della Description de l’Egypte. Premonizioni? Inquietudini?
In mattinata passiamo a visitare lo staff della Chicago House che lavora sul tempio thutmoside di Medinet Habu. Il loro metodo di documentazione è di un’accuratezza strabiliante. Quando avranno terminato avranno trasposto in libro l’edificio religioso, pietra per pietra, geroglifico per geroglifico, scalfittura per scalfittura. Noi non potremo mai fare così.
Nel pomeriggio arriva Maria Casini, l’addetto archeologico della nostra ambasciata al Cairo. Con lei andiamo a cena da Ibrahim e Isabella. Quest’ultima ci ha preparato le migliori lasagne di Luxor e non solo. Alla serata è presente anche Zeina una libanese che ha deciso di costruire un albergo da sogno a sud di Qurna. Ci sono anche sua figlia Lelia, che vive nel Chianti e che mi riporta all’orecchio il piacevole suono della lingua toscana, e Mario, un pittore libanese che sta affrescando le pareti dell’albergo. Ci divertiamo, come di solito in queste occasioni, tantissimo.
Mi addormento con l’eccitazione di vedere quello che accadrà domani…
 
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