TOMBA DI HARWA
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francesco.tiradritti@harwa.it
 
4 dicembre 2000
     
 
Lunedì 4 dicembre

Mohammed Sid Ahmed ha finito di scavare il pozzo scavato nel pavimento della stanza che si affaccia sull’ambiente di passaggio tra cortile e corridoio. Abd el-Megid ha terminato di mettere in pulito la sezione lungo il lato meridionale di quella che sempre di più appare essere una cava. Gli operai stanno infatti riportando alla luce un discreto numero di blocchi di calcare sgrossato proprio nella parte meridionale dello spazio antistante la parete di roccia tagliata. Ho intanto inviato la fotografia digitale della giara ritrovata nei giorni scorsi a Anne che si trova ancora al Cairo. Mi ha detto che dovrebbe risalire al Nuovo Regno. Non può esserne sicura al cento per cento, ma… L’informazione è interessantissima, perché permetterebbe di inserire un altro tassello nella storia della tomba di Harwa.
Visto che Marta Rapi, l’archeologa che ha seguito lo scavo negli anni passati, non può venire (mi ha telefonato ieri sera per comunicarmelo) comincio a lavorare nella parte centrale del cortile con Mohammed Sid Ahmed e Abd el-Megid.
La vera sorpresa della giornata viene però dall’esterno, dove è rimasto a scavare Sayed Abu Zeid. Questi trova infatti un altro pezzo di sarcofago, simile a quello in calcare scoperto nei giorni scorsi. Il nome del defunto è però, come al solito, in frattura…
 
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