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Lunedì 4 dicembre
Mohammed Sid Ahmed ha finito di scavare il pozzo scavato
nel pavimento della stanza che si affaccia sull’ambiente
di passaggio tra cortile e corridoio. Abd el-Megid ha
terminato di mettere in pulito la sezione lungo il lato
meridionale di quella che sempre di più appare essere
una cava. Gli operai stanno infatti riportando alla luce
un discreto numero di blocchi di calcare sgrossato
proprio nella parte meridionale dello spazio antistante
la parete di roccia tagliata. Ho intanto inviato la
fotografia digitale della giara ritrovata nei giorni
scorsi a Anne che si trova ancora al Cairo. Mi ha detto
che dovrebbe risalire al Nuovo Regno. Non può esserne
sicura al cento per cento, ma… L’informazione è
interessantissima, perché permetterebbe di inserire un
altro tassello nella storia della tomba di Harwa.
Visto che Marta Rapi, l’archeologa che ha seguito lo
scavo negli anni passati, non può venire (mi ha
telefonato ieri sera per comunicarmelo) comincio a
lavorare nella parte centrale del cortile con Mohammed
Sid Ahmed e Abd el-Megid.
La vera sorpresa della giornata viene però dall’esterno,
dove è rimasto a scavare Sayed Abu Zeid. Questi trova
infatti un altro pezzo di sarcofago, simile a quello in
calcare scoperto nei giorni scorsi. Il nome del defunto
è però, come al solito, in frattura…
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