TOMBA DI HARWA
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francesco.tiradritti@harwa.it
     
10 dicembre 2000
      001210, Colazione di Ramadan.jpg  
     
  Domenica 10 dicembre

Qualche giorno fa dicevo che l’archeologia sul campo è un cumulo di congetture che necessitano sempre di verifiche. Oggi queste parole hanno ricevuto una chiara conferma. Sullo scavo sono passati alcuni membri della missione americana dell’Università di Chicago. Con loro c’erano José Fernandez Perez, disegnatore e David Aston, ceramologo della missione svizzera che lavora al tempio di Merenptah. Dopo aver visitato lo scavo della cava, David mi chiede di vedere la giara. La gira e la rigira tra le mani. La porta al sole per vederne meglio il colore. Poi si avvicina e mi dice che risale alla XXV dinastia. Mi dice anche che l’errore di datazione di Anne è estremamente plausibile, visto questo tipo di giara è utilizzato in un arco temporale assai lungo. David mi spiega che lui è sicuro di datarla alla XXV dinastia dalla forma del fondo e dall’impasto della ceramica, visibile soltanto in sezione.
Questa nuova datazione mi fa estremamente piacere. Significa che quella che abbiamo trovato era la cava da cui gli operai di Harwa avrebbero tratto i blocchi per costruire la rampa. Nella seconda parte della mattinata compio una verifica che non avevo avuto ancora tempo di fare. Misuro i blocchi in calcare visibili in superficie. Le loro misure corrispondono abbastanza alle impronte visibili sulla parete della cava. La nuova datazione spiegherebbe anche la presenza della giara piena di gesso, che appare molto simile a quello utilizzato per legare i blocchi tra loro.
Nel pomeriggio ho organizzato in albergo una iftar (“Colazione”) di Ramadan per gli operai. Arrivano poco prima del tramonto alla spicciolata. Sono irriconoscibili. Smessi gli abiti da lavoro, indossano galabeya di lana sulle quali portano la da’abbeya, il lungo mantello nero che li copre dal freddo. Sulla testa hanno elaborati copricapo e, soprattutto, sono privi della polvere della tomba che infesta tutto e tutti. Sono veramente belli e fieri. Diamo loro da mangiare i piatti tipici che si usano in questa occasione: carne con riso, datteri, patate al sugo e insalata.
 
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