L'associazione Culturale "Harwa 2001" ONLUS presenta:

Tomba di Harwa 2007

 
 

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4 novembre

 
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DICEMBRE

Localizzazione degli scavi

 

LA FOTO DEL GIORNO

CHI ERA HARWA

VISITA VIRTUALE

LA MISSIONE
I membri
L'ispettore
Gli operai


di Francesco Tiradritti

A quattro giorni dal mio arrivo a Luxor inizio nuovamente questo mio diario di scavo che ha ormai raggiunto il suo ottavo anno di vita...
Ho molto da raccontare. Oggi non ce la farò sicuramente. Spero di mettermi in pari nei prossimi giorni. Rispetto all’anno passato ci sono molte novità. Innanzitutto non scrivo più dall’Hotel Marsam l’albergo che è stato la residenza della Missione Archeologica Italiana a Luxor per dieci anni. A dicembre dell’anno scorso abbiamo traslocato in una casa in affitto situata a nord dell’area archeologica delle necropoli tebane. Ci siamo trasferiti per vari motivi. Il principale è che, stando quaggiù per lunghi periodi, avevamo necessità di un maggiore confort, rispetto a quello offertoci dal Marsam dove ci trovavamo a condividere due bagni e una doccia in dieci, talvolta in quindici. Qui abbiamo a disposizione sette camere e sei bagni con doccia. Abd el-Nasser, Mohammed e Mohammed il cuoco, l’aiuto cuoco e un inserviente del Marsam, ci hanno seguito qui e ci assicurano un servizio di tutto rispetto che ci sgrava dalle incombenze quotidiane consentendoci di dedicarci completamente alle attività archeologiche. Spendiamo anche meno.
La nostra nuova residenza, che comincia a essere nota come "Casa Italia", si trova in un villaggio noto come Gabauy. Quando ce l’hanno mostrata nel dicembre del 2006 aveva soltanto il pianterreno. Abbiamo detto a Hamdy, proprietario e fratello di
uno dei nostri operai, che l'avremmo presa in affitto a patto che fossero riusciti a portare a termine il primo e il secondo piano in tre mesi. Quando, nel febbraio scorso, siamo tornati qui per la campagna di studio invernale li avevano quasi terminati. Ci siamo istallati tra calcinacci e odore di vernice fresca e questa è perciò la seconda volta che vi soggiorniamo. Ci sono ancora alcuni lavori da fare. Soprattutto per quello che riguarda la sistemazione del pianterreno e del giardino, ma ci si sta già veramente bene.
Espletate le ultime formalità il 1 novembre, abbiamo aperto la tomba ieri. Il primo giorno di scavo ha portato con sé una terribile arrabbiatura. Un ispettore del Consiglio Superiore della Antichità ha utilizzato le pietre "in situ" della cava che si trova accanto all'entrata della Tomba di Harwa per costruire alcuni muretti di contenimento. Si trattava degli scarti di lavorazione degli operai che stavano lì da più di duemilacinquecento anni fa. Questo deficiente (mi si consenta l'espressione) le ha portate via. Rappresentavano una testimonianza unica nel suo genere. Dai ladri cerchiamo di difenderci, contro chi dovrebbe essere nostro alleato in questa lotta, non possiamo proprio fare niente.
Meno male che oggi è stata una giornata di scavo fruttuosa, di quelle in cui si lascia il cantiere con la voglia che arrivi presto il l'indomani...
Cercherò di raccontare il più possibile domani, ma non credo di potere esaurire quanto ho da dire in un giorno.
 

 
     

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