L'associazione Culturale "Harwa 2001" ONLUS presenta:

Tomba di Harwa 2007

 
 

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6 novembre

 
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DICEMBRE

Localizzazione degli scavi

 

LA FOTO DEL GIORNO

CHI ERA HARWA

VISITA VIRTUALE

LA MISSIONE
I membri
L'ispettore
Gli operai


di Francesco Tiradritti

Fa caldo sulla riva ovest di Luxor, fa tantissimo caldo. E siamo già a novembre. Fa caldo di notte, fa ancora più caldo di giorno. Le azioni sul cantiere di scavo risultano rallentate, gli operai lavorano inseguendo l’ombra che si fa sempre più rarefatta con il passare delle ore.
Ieri la rimozione di uno strato ha consentito di mettere in luce una buona parte della parete settentrionale dell’entrata a nicchia che consente l’accesso alla parte sotterranea della Tomba di Harwa. È conservata molto meglio della porzione superiore ed è decorata con i mirabili rilievi che gli scavi nel monumento ci hanno abituato a trovarci di fronte agli occhi man mano che rimuoviamo i detriti. Siamo avvezzi alla qualità e alla delicatezza del modellato, ma ogni scena riportata alla luce costituisce ugualmente una piacevole sorpresa e risveglia l’emozione della scoperta.
Così abbiamo trascorso la giornata passando, ripassando e sostando alle spalle di Ibrahim, l’operaio che sta scavando in questo punto, a osservare il lento procedere dei colpi di cazzuola e il conseguente progressivo decrescere della sabbia. Oggi la scena è fuori soltanto a metà, manca ancora la porzione inferiore. Quello che però è già possibile vedere sin da ora ci fa fremere nell’attesa che gli strati sottostanti siano rimossi.
All’estremità sinistra della parete, quella più vicina all’entrata, si trova Harwa seduto e con un lungo bastone in mano. Il suo viso è stato deturpato in modo intenzionale in un’epoca difficile da stabilire. Davanti a lui sono accumulate offerte di ogni genere: alcuni pezzi di carne, giare e un cesto ricolmo di fichi. Quest’ultimo è semplicemente fantastico. È riprodotto come se fosse in sezione. I frutti al suo interno sono disposti in modo da riempire anche il più minimo spazio. Oltre il cumulo delle offerte tre macellai stanno tagliando la zampa anteriore destra di un vitello che giace riverso al suolo. Si tratta dell’offerta rituale della parte migliore dell’animale. È una scena che ricorre praticamente in ogni tomba dell’antico Egitto ma in Harwa, come in altre occasioni, ha qualcosa di articolare, qualcosa che la rende unica. In questo caso è il macellaio a destra che impugna quella che sembrerebbe un’ascia, utilizzata forse per affilare la lama del coltello che stringe nella stessa mano. La scena si dispone seguendo le regole della simmetria evitata così cara all’arte egizia. Il modellato dei corpi è accurato e sono messi in evidenza non soltanto i muscoli delle gambe, ma anche quelli del braccio sproporzionatamente lungo del personaggio che trattiene la zampa del vitello.
Sotto questa scena c’è ancora spazio per un’altra figurazione. È assai probabile che si tratti di una seconda scena di macelleria.
Non importa. Non vedo l’ora che siano rimossi altri strati. Dovremo però aspettare ancora qualche giorno. Prima deve essere liberato dalla sabbia un po’ dello spazio circostante…
 

 
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