L'associazione Culturale "Harwa 2001" ONLUS presenta:

Tomba di Harwa 2007

 
 

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10 novembre

 
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DICEMBRE

Localizzazione degli scavi

 

LA FOTO DEL GIORNO

CHI ERA HARWA

VISITA VIRTUALE

LA MISSIONE
I membri
L'ispettore
Gli operai


di Francesco Tiradritti

Era troppo bello per essere vero. L’eclatante inizio di scavo mi aveva fatto ben sperare anche per il suo proseguimento. Invece oggi, alla ripresa delle attività dopo la pausa settimanale, siamo incappati in uno di quegli strati di accumulo composto di sabbia e di poco altro. È profondo dai venti ai quaranta centimetri e si estende lungo gran parte del lato settentrionale del cortile. Ci vorranno giorni prima di poterlo rimuovere completamente. Gli operai scavano, scavano e scavano, ma le scatole di cartone, destinate a raccogliere i ritrovamenti, restano vuote. O meglio, qualcosa ci finisce dentro. Si tratta di pezzi di calcare decorati. Alcuni di questi, che conservano ancora in colori originali, facevano parte di una delle cornici che sovrastavano gli architravi delle porte. In questo caso doveva trovarsi sopra la cavità a destra dell’entrata della tomba di Harwa. Prima degli scavi di quest’anno si era sempre supposto che questo vano costituisse l’accesso alla tomba di Akhimenru. La rimozione dei detriti sembra però dimostrare che non vi sia alcuna connessione con la sala ipostila del sepolcro del successore di Harwa. È il dato più interessante emerso finora dallo scavo. Che il vano faccia parte del monumento funerario di Akhimenru è reso esplicito dal nome di questo funzionario dipinto su quanto rimane del soffitto a volta. Ha un’entrata a nicchia con una facciata la cui decorazione richiama i fasci di canne tipici del santuario di Osiride. La parete di fondo reca il medesimo motivo e ha una nicchia al centro. Si tratta probabilmente di una cappella dedicata al re dei morti. È ancora troppo presto per arrivare a comprendere in che rapporto entra con il sepolcro di Akhimenru. Sulle pareti liberate dalla sabbia restano alcune tracce di iscrizioni geroglifiche. In alcuni casi si legge “il figlio del principe, del nobile…” oppure “il figlio del sacerdote di Amon, signore dell’Ipet-sut (Karnak)…”. Manca invariabilmente la parte con il nome del personaggio, la più importante. Le iscrizioni sono riferite a personaggi diversi da Akhimenru. Sono destinati, almeno per il momento, a restare ignoti. Che disdetta…
 

 
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