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Localizzazione
degli scavi |
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LA FOTO DEL
GIORNO |
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CHI ERA HARWA
VISITA VIRTUALE
LA MISSIONE
I membri
L'ispettore
Gli operai
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di
Francesco Tiradritti
Era
troppo bello per essere vero. L’eclatante inizio di scavo mi aveva fatto
ben sperare anche per il suo proseguimento. Invece oggi, alla ripresa
delle attività dopo la pausa settimanale, siamo incappati in uno di
quegli strati di accumulo composto di sabbia e di poco altro. È profondo
dai venti ai quaranta centimetri e si estende lungo gran parte del lato
settentrionale del cortile. Ci vorranno giorni prima di poterlo
rimuovere completamente. Gli operai scavano, scavano e scavano, ma le
scatole di cartone, destinate a raccogliere i ritrovamenti, restano
vuote. O meglio, qualcosa ci finisce dentro. Si tratta di pezzi di
calcare decorati. Alcuni di questi, che conservano ancora in colori
originali, facevano parte di una delle cornici che sovrastavano gli
architravi delle porte. In questo caso doveva trovarsi sopra la cavità a
destra dell’entrata della tomba di Harwa. Prima degli scavi di quest’anno
si era sempre supposto che questo vano costituisse l’accesso alla tomba
di Akhimenru. La rimozione dei detriti sembra però dimostrare che non vi
sia alcuna connessione con la sala ipostila del sepolcro del successore
di Harwa. È il dato più interessante emerso finora dallo scavo. Che il
vano faccia parte del monumento funerario di Akhimenru è reso esplicito
dal nome di questo funzionario dipinto su quanto rimane del soffitto a
volta. Ha un’entrata a nicchia con una facciata la cui decorazione
richiama i fasci di canne tipici del santuario di Osiride. La parete di
fondo reca il medesimo motivo e ha una nicchia al centro. Si tratta
probabilmente di una cappella dedicata al re dei morti. È ancora troppo
presto per arrivare a comprendere in che rapporto entra con il sepolcro
di Akhimenru. Sulle pareti liberate dalla sabbia restano alcune tracce
di iscrizioni geroglifiche. In alcuni casi si legge “il figlio del
principe, del nobile…” oppure “il figlio del sacerdote di Amon, signore
dell’Ipet-sut (Karnak)…”. Manca invariabilmente la parte con il nome del
personaggio, la più importante. Le iscrizioni sono riferite a personaggi
diversi da Akhimenru. Sono destinati, almeno per il momento, a restare
ignoti. Che disdetta…
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