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Localizzazione
degli scavi |
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LA FOTO DEL
GIORNO |
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CHI ERA HARWA
VISITA VIRTUALE
LA MISSIONE
I membri
L'ispettore
Gli operai
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di
Francesco Tiradritti
La
rimozione di ulteriori strati di sabbia davanti all’entrata alla parte
sotterranea della Tomba di Harwa ha condotto a scoprire nuovi rilievi. Sotto la scena di macelleria ne sta spuntando una
seconda, mentre davanti all’immagine di Harwa è stata compiuta una
felice quanto inaspettata scoperta.
Sono
spuntate due linee di geroglifico al di sopra di una piccola testa
acconciata con la treccia che in antico Egitto indicava l’età giovanile.
Nelle figurazioni dell’Antico Regno, dalle quali i rilievi della tomba
di Harwa traggono palese ispirazione, la posizione del personaggio è
quella normalmente attribuita all’erede del proprietario del sepolcro.
Qui ci aspetteremmo perciò che si trovasse o Pa-di-mut o Pa-di-maat, uno
dei figli di Harwa per i quali è stata possibile accertare l’identità
proprio nel corso dello scavo della tomba (in verità ve ne sarebbe anche
un terzo, ma nell’unica immagine conservatasi il suo nome è in lacuna).
L’iscrizione geroglifica invece afferma che si tratta di “Il figlio di
suo fratello, il suo amato (oppure “il suo strumento”?) Harwa figlio di
Pa-di-maat”. Questo starebbe a significare che l’erede designato di
Harwa non era uno dei figli, ma un nipote omonimo. La scoperta fornisce
la soluzione a un’iscrizione analoga incisa, anche questa davanti
all’immagine di Harwa, sul muro di fondo del portico meridionale del
cortile. È stata riportata alla luce nel 1999, ma la sua lacunosità
(restano soltanto le tracce di “Il figlio di suo fratello…”) aveva
sempre impedito di accertare l’identità del personaggio al quale era
riferita.
La
scoperta compiuta ieri consente di risolvere questo enigma che resisteva
ormai da otto anni, fornisce nuove informazioni e, come al solito, apre
la strada a nuove domande. Le scoperte archeologiche sono chiavi con le
quali si aprono porte che immettono in stanze dove si trovano altre
porte.
L’iscrizione
consente perciò di stabilire che Harwa aveva un fratello e un nipote. Il
nome del fratello, Pa-di-maat, identico a quello di uno dei figli di
Harwa, non risulta attestato altrove. Ho fatto una veloce ricerca, ma
non ne ho trovato traccia, neanche in epoche precedenti. È un nome molto
egiziano, ma anomalo. È infatti formato sulla locuzione “Donato da +
Dio”. Nel caso specifico il nome divino è costituito da Maat, la dea
della giustizia che compare molto spesso, soprattutto nelle figurazioni
templari, “donata” dal sovrano al dio, ma che non sembra avere detenuto
un ruolo estremamente attivo all’interno della religione egizia. Appare
perciò assai difficile che qualcuno risulti“donato” dalla Maat, essendo
questa piuttosto un modo di vivere, una condotta morale. Mai dire mai.
Il
problema maggiore è però rappresentato dal fatto che l’erede designato è
un nipote e non un figlio di Harwa. Quale è il significato di questa
scelta?
Altro
particolare curioso dell’iscrizione è il fatto che il nome di Pa-di-maat
sembrerebbe essere seguito dal geroglifico della statua-cubo, utilizzato
di regola soltanto quando si fa esplicito riferimento alla statua di
qualcuno.
Nei
prossimi giorni cercherò di approfondire il discorso sulla nomina a
erede del nipoe, che può rivelarsi cruciale anche per capire il
passaggio delle sostanze di un individuo (e perciò del potere) in questo
momento storico. Difficile che arrivi a una soluzione prima della fine
della missione. Difficile che arrivi a una qualsiasi soluzione, ma vale
la pena di tentare.
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