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Localizzazione
degli scavi |
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LA FOTO DEL
GIORNO |
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CHI ERA HARWA
VISITA VIRTUALE
LA MISSIONE
I membri
L'ispettore
Gli operai
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di
Francesco Tiradritti
I
lavori proseguono alacremente davanti all’entrata alla parte sotterranea
della Tomba di Harwa. Sebbene la temperatura sia scesa notevolmente,
nella seconda parte della mattinata (la pausa di colazione è alle 10) fa
ancora molto caldo e abbiamo perciò deciso che gli operai che lavorano
all’enorme strato di accumulo sabbiato, il cui scavo ha ormai raggiunto
il centro del cortile, si spostino all’interno dello spazio coperto che
definirei provvisoriamente “cappella di Akhimneru”. Mi interessa
approfondire ulteriormente la rimozione della sabbia in quest’area
proprio perché vorrei capire meglio di cosa si tratta. In questa zona il
vento ha portato negli anni un mucchio di immondizia d ogni genere. Si
tratta soprattutto di paglia, ma vi sono anche scatole di sigarette, di
cartine per sigarette e di tabacco. Tutto risale a oltre cento anni fa.
Si fumava molto allora… Vi sono frammenti anche di giornali inglesi,
francesi e tedeschi. Uno reca ancora un problema di scacchi.
Tra
tutto questo ciarpame abbiamo anche recuperato due liste di nomi. Una è
scritta in arabo sui due lati di un foglio a righe di un taccuino,
un’altra è assai più frammentaria ed è redatta con bella calligrafia in
caratteri latini. Abbiamo letto i nomi e i nostri operai vi hanno
riconosciuto persone vissute qui a Qurna più di cento anni fa. Hanno
affermato che si tratta di liste di operai, le stesse che redigiamo noi
e che leggiamo all’inizio della giornata lavorativa,quando facciamo
l’appello. In quella in arabo è stato riconosciuto il nome del nonno di
un uomo che ha attualmente novanta anni. Questo consente di fare un
rapido conto e di stabilire che la lista risale ad almeno centoventi ani
fa. Nel frammento con i nomi scritti in caratteri latini è possibile
leggere il nome abbastanza raro Yunes Ahmed Yunes. È identico a quello
di un giovane operaio che ha lavorato con noi ed è assai probabile che,
in questo caso, si faccia menzione al suo nonno o bisnonno.
Abbiamo
ritrovato anche un’atra busta per lettere. È indirizzata a “Monseur
(sic!) / H. Emile / Eismann Semenowsky / Luxor / Der el Bahri / Egypten”.
È stata impostata a Zwickau (Sassonia) il 10 marzo 1910, è arrivata a
Port Said il 16 dello stesso mese alle 5.30 del mattino ed è giunta
l’indomani a Luxor alle 9.30 del mattino. La settimana che ha impiegato
la lettera ad arrivare dalla Gemania in Egitto la dice lunga
sull’efficienza delle poste dell’epoca e dimostra che l’automazione
(sebbene io ne sia convinto assertore) non sempre porti a un
miglioramento.
Mi
sono chiesto chi potesse essere Eismann Semenowsky. Fino a pochi anni fa
mi sarei dovuto tenere questa curiosità fino al mio ritorno in patria e,
molto probabilmente, non sarei riuscito a venirne a capo. Nell’era di
Internet mi ci è voluto soltanto una mezz’ora per attribuire un’identità
al destinatario della missiva. A Casa Italia, in pieno deserto, abbiamo
una connessione ADSL che funziona perfettamente. Mi si lasci aprire una
parentesi per lamentarmi del fatto che a Montepulciano stia invece
aspettando una connessione veloce da anni.
Dicevamo?
Ah… Eismann Semenowsky. Bene. Googolando un poco sono riuscito a
scoprire che era un pittore. Non vi sono molte notizie su di lui. Si sa
che è nato nel 1857 e morto nel 1911 a Parigi. Incerta anche la sua
nazionalità. In alcuni siti è definito come polacco, in altri come
russo. Il suo nome ricorre soprattutto in siti di case d’asta. Dai
quadri che è possibile vedere si può definire un pompier: il suo
stile incarna il post-romanticismo e tutti i sogni orientaleggianti e
classicisti della classe borghese della seconda metà dell’Ottocento.
Alle aste i quadri di Eismann Semenowsky non appaiono mai raggiungere i
diecimila Euro. Sebbene vi sia qualche ritratto di fanciulla in
abbigliamento di foggia araba, non sono riuscito a trovare nulla di
riferibile al soggiorno del pittore in Egitto. Ho pensato che potreste
forse essere interessati a una scelta di qualche quadro. Quello con la
donna con la tazzina del caffé è abbastanza famoso…
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