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L'associazione
Culturale "Harwa 2001" ONLUS presenta: |
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17 novembre |
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LA MISSIONE |
Siamo
tornati al lavoro dopo la pausa del venerdì con l’aria un po’ rilassata
del giorno di lavoro dopo la festa e abbiamo ripreso a rimuovere strati
e strati di sabbia. Abbiamo continuato l’asportazione delle mummie
intorno alle quali un animale aveva scavato alla propria tana. Questo ci
ha consentito di procedere allo scavo di un cumulo di pietre accatastate
contro l’angolo sinistro dell’entrata a nicchia alla parte sotterranea
della tomba di Harwa. Ci siamo resi subito conto che provenivano dalla
parete meridionale soprastante e che, in moltissimi casi, attaccavano
tra loro. Abbiamo perciò deciso di abbandonare le normali attività di
inventario e di concentrarci sulla raccolta e l’esame della copiosa
messe di materiali che stava venendo alla luce. L’esperienza ci ha
insegnato che, quando si comincia ad avere buone idee sulla provenienza
di qualche porzione della decorazione è meglio seguirle fino in fondo
per non perderle nel prosieguo delle altre attività. Le pietre dovevano
essere state sottoposte a un processo di umidificazione prolungato
perché molto del sale contenuto nella roccia calcarea era salito in
superficie. Trovandosi accatastate in un angolo è meglio non chiedersi
in quale modo si siano potute bagnare, ma sono sicuro che, se le
analizzassimo, troveremmo un elevato tasso di ammoniaca. Il problema
maggiore era che il sale, risalendo alla superficie e cristallizzandosi
nuovamente, aveva condotto alla conglomerazione di molti frammenti,
facendoli talvolta aderire ai resti della parete circostante. In taluni
momenti è stato come scavare nel cemento. |
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