L'associazione Culturale "Harwa 2001" ONLUS presenta:

Tomba di Harwa 2007

 
 

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18 novembre

 
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di Francesco Tiradritti

L’ultima parte della mattinata di ieri è trascorsa nella difficile operazione del recupero del rotolo di papiro. Il prezioso reperto mostrava già al primo sguardo un’estrema fragilità. Alcune parti si erano già distaccate e proprio su queste risultava evidente l’attacco di insetti. Il rotolo mostrava invece uno sfibramento soprattutto lungo le piegature. Per di più, l’insieme era estremamente secco. Il problema maggiore era però costituito dal fatto che al rotolo di papiro era appiccicato il pietrisco derivante dal crollo della vicina parete. Il processo di umidificazione cui questa parte del monumento si era trovata a essere sottoposta aveva portato in superficie il sale contenuto nella roccia dando origine a conglomerati duri come il cemento.
La rimozione del papiro presentava perciò non poche difficoltà. Con Mohammed Abd El-Megid è stato deciso di scavare intorno al papiro in modo da estrarlo con il terreno circostante. Ho lasciato fare a lui, molto più esperto di me nello scavo. Dal canto mio mi sono messo a preparare una piccola plancia di cartone sul quale appoggiare il prezioso reperto non appena questo potesse essere distaccato.
È così cominciata la lenta e paziente operazione di rimozione. Abd El-Megid lavorava utilizzando la punta della cazzuola come se fosse stata la lama di un bisturi. È così riuscito a incidere letteralmente il terreno intorno al papiro, togliendo una pietruzza dopo l’altra. Dopo più di mezz’ora di lavoro è stato possibile estrarre il blocco di terreno nel quale era inglobato il papiro. Per la maggior parte del tempo ero stato accucciato accanto ad Abd El-Megid, aiutandolo a rimuovere i detriti che si andavano accumulando. Una volta calata la tensione ci siamo guardati in viso. Eravamo entrambi pieni di sabbia. I capelli bianchi come quelli di due vecchi (Abd El-Megid ha soltanto tre anni più di me). Siamo scoppiati a ridere entrambi e lui ha concluso con il suo consueto “Ya ghali uard el-ghaualy”.
Stamattina, il rotolo di papiro appoggiato su un tavolino, ho cominciato a distaccare il terreno che vi era rimasto ancora attaccato. Ho tolto le pietruzze con le pinzette e ho asportato la sabbia rimuovendola delicatamente con un bastoncino di legno. Ho così avuto modo di osservare da vicino il reperto. Finora mi sono sempre occupato personalmente di srotolare i frammenti di papiro ritrovati nello scavo (domani lo farò quelli che erano già distaccati dal rotolo). Questo è però lavoro per un restauratore esperto. Mi hanno detto che ce ne dovrebbe essere uno al Museo Egizio del Cairo. Cercherò di trovare il suo numero di telefono.
 

 
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