L'associazione Culturale "Harwa 2001" ONLUS presenta:

Tomba di Harwa 2007

 
 

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19 novembre

 
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DICEMBRE

Localizzazione degli scavi

 

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CHI ERA HARWA

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LA MISSIONE
I membri
L'ispettore
Gli operai


di Francesco Tiradritti

Lo scavo si è ormai spostato verso il centro del cortile. Qui si sono accumulati strati molto consistenti di sabbia all’interno dei quali è difficile ritrovare qualcosa. Anche la ceramica, che in Egitto non manca mai, è scarsissima. Sembra di stare assistendo a una di quelle noiosissime partite di calcio tutte fatte di azioni a centrocampo.
Siamo ormai scesi, ed è la prima volta nello scavo del cortile, sotto il livello delle fasi databili alla fine del XIX secolo. Non abbiamo trovato traccia di oggetti che possono essere ricondotti alla prima metà del 1800 ed è assai probabile che la Tomba di Harwa non abbia attirato grande attenzione nei primi decenni dell’esplorazione dell’Egitto, sebbene la sua localizzazione fosse già nota, come dimostrano un disegno e una pianta del viaggiatore scozzese Robert Hay. Il notevole accumulo di sabbia privo di traccia di attività umane lascia soltanto presupporre una sporadica frequentazione del monumento. Vedremo quello che verrà fuori dal prosieguo degli scavi.
Oggi mi sono occupato dei frammenti del papiro ritrovati distaccati dal rotolo. Presentavano evidenti attacchi di insetti, erano molto sfibrati, conservavano ancora la piegatura del rotolo e risultavano parzialmente accartocciati. Il loro aspetto destava perciò numerose preoccupazioni.
Ho fatto preparare tutto per compiere la necessaria umidificazione preliminare al loro trattamento. Mi sono fatto portare alcune lastre di vetro, ho tagliato la carta assorbente e ho chiesto un pentolino con acqua bollente. Quando questa ha cominciato a produrre vapore a sufficienza ho posto un foglio di carta assorbente sopra il pentolino e vi ho disteso il frammento di papiro. Mano a mano che questo assorbiva umidità lo aprivo utilizzando due paia di pinzette.
La fragilità dei reperti ha reso tutta l’operazione molto lunga e laboriosa. Ho iniziato con il frammento in peggiori condizioni perché, con il passare del tempo, si rischia di perdere pazienza e concentrazione. Devo confessare che stavolta avevo paura che qualcosa andasse storto e che vi potessero essere alcune perdite di preziose parti dei documenti. Invece, come al solito, il papiro si è dimostrato materiale molto più resistente di quello che appare a prima vista. Ho potuto mettere sotto vetro una decina di frammenti senza grandi problemi.
Durante tutta l’operazione mi sono anche accorto che uno dei frammenti è scritto su entrambi i lati. Gli altri recano invece testi soltanto su una parte. Quest’ultima circostanza mi aveva fatto pensare che si trattasse di un testo religioso. Il fatto che sia stato compilato sia al recto che al verso mi induce a ripensare a questa mia ipotesi. Nei prossimi giorni cercherò di vedere se è possibile capire qualcosa del contenuto dalla lettura dei frammenti.
 

 
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