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Localizzazione
degli scavi |
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LA FOTO DEL
GIORNO |
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CHI ERA HARWA
VISITA VIRTUALE
LA MISSIONE
I membri
L'ispettore
Gli operai
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di
Francesco Tiradritti
Lo
scavo si è ormai spostato verso il centro del cortile. Qui si sono
accumulati strati molto consistenti di sabbia all’interno dei quali è
difficile ritrovare qualcosa. Anche la ceramica, che in Egitto non manca
mai, è scarsissima. Sembra di stare assistendo a una di quelle
noiosissime partite di calcio tutte fatte di azioni a centrocampo.
Siamo
ormai scesi, ed è la prima volta nello scavo del cortile, sotto il
livello delle fasi databili alla fine del XIX secolo. Non abbiamo
trovato traccia di oggetti che possono essere ricondotti alla prima metà
del 1800 ed è assai probabile che la Tomba di Harwa non abbia attirato
grande attenzione nei primi decenni dell’esplorazione dell’Egitto,
sebbene la sua localizzazione fosse già nota, come dimostrano un disegno
e una pianta del viaggiatore scozzese Robert Hay. Il notevole accumulo
di sabbia privo di traccia di attività umane lascia soltanto presupporre
una sporadica frequentazione del monumento. Vedremo quello che verrà
fuori dal prosieguo degli scavi.
Oggi
mi sono occupato dei frammenti del papiro ritrovati distaccati dal
rotolo. Presentavano evidenti attacchi di insetti, erano molto sfibrati,
conservavano ancora la piegatura del rotolo e risultavano parzialmente
accartocciati. Il loro aspetto destava perciò numerose preoccupazioni.
Ho
fatto preparare tutto per compiere la necessaria umidificazione
preliminare al loro trattamento. Mi sono fatto portare alcune lastre di
vetro, ho tagliato la carta assorbente e ho chiesto un pentolino con
acqua bollente. Quando questa ha cominciato a produrre vapore a
sufficienza ho posto un foglio di carta assorbente sopra il pentolino e
vi ho disteso il frammento di papiro. Mano a mano che questo assorbiva
umidità lo aprivo utilizzando due paia di pinzette.
La
fragilità dei reperti ha reso tutta l’operazione molto lunga e
laboriosa. Ho iniziato con il frammento in peggiori condizioni perché,
con il passare del tempo, si rischia di perdere pazienza e
concentrazione. Devo confessare che stavolta avevo paura che qualcosa
andasse storto e che vi potessero essere alcune perdite di preziose
parti dei documenti. Invece, come al solito, il papiro si è dimostrato
materiale molto più resistente di quello che appare a prima vista. Ho
potuto mettere sotto vetro una decina di frammenti senza grandi
problemi.
Durante
tutta l’operazione mi sono anche accorto che uno dei frammenti è scritto
su entrambi i lati. Gli altri recano invece testi soltanto su una parte.
Quest’ultima circostanza mi aveva fatto pensare che si trattasse di un
testo religioso. Il fatto che sia stato compilato sia al recto
che al verso mi induce a ripensare a questa mia ipotesi. Nei
prossimi giorni cercherò di vedere se è possibile capire qualcosa del
contenuto dalla lettura dei frammenti.
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