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Localizzazione
degli scavi |
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LA FOTO DEL
GIORNO |
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CHI ERA HARWA
VISITA VIRTUALE
LA MISSIONE
I membri
L'ispettore
Gli operai
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di
Francesco Tiradritti
Le
nostre attività non si limitano soltanto allo scavo durante la
mattinata. Nel pomeriggio ci ritroviamo verso le 5 per lavorare alla
documentazione, per inserire nel computer i dati relativi ai
ritrovamenti e ai blocchi inventariati, per studiare quello che abbiamo
scoperto negli ultimi giorni.
Oggi
pomeriggio mi sono trovato con
Isabelle per cercare di capire qualcosa
di più sul papiro riportato alla luce nei giorni scorsi. Isabelle, che
aveva già lavorato un poco alla decifrazione del documento mi ha detto
di ritenere che le parti rubricate in rosso corrispondono all’inizio di
divisioni interne (in almeno due punti ricorre la locuzione “r n” che
significa “Capitolo di”). Da questa osservazione risulta confermata
l’identificazione del testo come una composizione a carattere funerario.
Il frammento redatto al recto e al verso dovrebbe perciò
corrispondere alla pagina iniziale di tutto il documento. Isabelle è
anche riuscita a identificare il termine “Osiride” nell’ortografia
caratteristica dei testi di Epoca Tarda. Il nome dei re dei morti era
normalmente utilizzato nei papiri funerari per identificare il
“defunto”. Partendo da questo assunto ci siamo messi a decifrare i segni
che venivano dopo. È subito risultato evidente che il nome era composto
a partire da quello del dio Khonsu, il figlio della coppia divina tebana
Amon e Mut. Abbiamo così individuato tre ricorrenze del nome nei vari
frammenti di papiri e le abbiamo comparate riuscendo infine a capire che
il nome iniziava con “Pa”. La parte centrale lasciava invece presentava
alcuni problemi. Era forse possibile identificare il segno geroglifico
“kha” ma nel libro con la raccolta dei nomi egiziani compilata dal Ranke
non riuscivamo a trovare nessun nome “Pa-kha … Khonsu”. Abbiamo allora
deciso di ricorrere al Porter & Moss, il repertorio che contiene un
elenco della maggior parte dei monumenti dell’Egitto faraonico. Cercando
nel primo volume dedicato alla necropoli tebana, siamo riusciti ad
arrivare a una conclusione. Il nome scritto sul papiro è: Pakhar-khonsu.
Questo dato è di estremo interesse perché così si chiamano il padre e il
figlio di Nes-ba-neb-djedet, proprietario della Tomba Tebana 190, che si
affaccia nel cortile del sepolcro di Kheruef prospiciente alla rampa di
accesso della Tomba di Harwa. La gioia mia è di Isabelle è stata grande
ed è raddoppiata dal piacere di poterla subito condividere con qualcuno.
Nonostante
non sia mai stata pubblicata la tomba di Nes-ba-neb-djedet è
accessibile. Domani andiamo a controllare se è possibile ottenere
ulteriori informazioni sulla genealogia dei due Pakhar-khonsu con la
speranza che, proseguendo nell’analisi del papiro, si possano trovare
altri dati per giungere a un’identificazione sicura del personaggio
menzionato come proprietario.
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