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Localizzazione
degli scavi |
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LA FOTO DEL
GIORNO |
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CHI ERA HARWA
VISITA VIRTUALE
LA MISSIONE
I membri
L'ispettore
Gli operai
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di
Francesco Tiradritti
Appena
arrivati sullo scavo siamo andati a visitare la tomba di Nes-ba-neb-djed
(TT 190) per controllare se, per un colpo di fortuna, il figlio o il
padre di questi, che si chiamano entrambi Pakhar-khonsu, potessero
essere identificati con il proprietario del papiro riportato alla luce
nei giorni scorsi. Su uno dei frammenti vi è infatti conservato anche il
nome delle madre. Non è possibile leggerlo per intero, ma sembrerebbe
formato su quello della dea Mut. Lo scopo della nostra visita era perciò
quello di controllare questa tenue traccia.
Ho
parlato di colpo di fortuna e, come era evidente, non lo abbiamo avuto.
La tomba di Nes-ba-neb-djed è priva di decorazioni eccezion fatta per le
iscrizioni sugli stipiti dell’entrata e per la scena sulla parete
orientale del passaggio di ingresso. I testi contengono abbastanza
informazioni per affermare che il padre di Pakhar-khonsu junior era
Nes-ba-neb-djed, figlio di Tia-nub e di Pakhar-Khonsu senior figlio la
cui madre si chiamava Mer-imenetef. Come è possibile constatare
dall’albero genealogico abbozzato in fretta e furia, è possibile
escludere Pakhar-khonsu senior: il nome della madre (Mer-imenetef) non
contiene infatti il teoforo Mut. Resta in lizza Pakhar-khonsu junior,
soltanto però perché le iscrizioni non riportato il nome della madre. Un
po’ poco per affermare qualcosa con sicurezza.
Ho
anche cercato di inquadrare meglio in ambito archeologico il papiro.
Saša
mi ha confermato che potrebbe essere associato con le mummie ritrovate a
neanche un metro di distanza e intorno alle quali un animale aveva
scavato la sua tana. Ve ne erano di almeno due epoche: una risaliva
quasi sicuramente al periodo romano, un’altra era più antica e potrebbe
anche essere attribuita alla XXVI dinastia, epoca a cui è fatta risalire
la tomba di Nes-ba-neb-djed (anche se ho il sospetto che sia leggermente
più tarda). Il problema è però il seguente: se il papiro e almeno una
mummia provengono dalla TT 190, perché i tombaroli si sono dati la pena
di trasportarli davanti all’acceso sotterraneo della tomba di Harwa,
distante più di cento metri?
L’animo
umano è imperscrutabile e dare un senso a quanto successo a decine o
centinaia di anni di distanza è assai difficile se non impossibile.
Resta il fatto che è però divertente provarci.
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