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Localizzazione
degli scavi |
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LA FOTO DEL
GIORNO |
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CHI ERA HARWA
VISITA VIRTUALE
LA MISSIONE
I membri
L'ispettore
Gli operai
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di
Francesco Tiradritti
Anche
la terza settimana di scavo si è conclusa. Incredibile… Il tempo passa
velocissimo e abbiamo già girato la boa di metà missione. Quello che
abbiamo già fatto è veramente tanto. I risultati ottenuti fino a questo
momento vanno davvero oltre ogni mia più rosea aspettativa. E non parlo
soltanto del papiro.
Negli
ultimi giorni ci siamo occupati dei frammenti di decorazione recuperati
nel corso degli scavi davanti all’entrata alla parte sotterranea della
Tomba di Harwa. Siamo riusciti ad ottenere almeno un’idea generale di
quello che doveva esserci sulla parete meridionale. Come in quella
prospiciente vi erano incise scene di macelleria che si svolgevano
davanti al padre e alla madre di Harwa. Questa è almeno la conclusione
derivata dall’analisi preliminare di porzioni delle scene e delle
iscrizioni recuperate fino a questo momento.
Un
altro puzzle si va ad aggiungere a tutti quelli sui quali ci siamo
impegnati e ci stiamo impegnando in questi anni. Sarà la stanchezza del
giovedì, ma oggi mi sento un po’ “schiacciato” dalla massa di lavoro che
ancora ci attende. O forse è che, negli ultimi due giorni, non sono
riuscito a stare tanto sullo scavo.
Sto
cercando di ottenere un certificato di residenza, necessario per
eleggere “Casa Italia” come dimora ufficiale della missione. Mi serve un
documento in cui si attesta che, nei mesi della mia permanenza a Luxor,
vivo a “Casa Italia”. Il documento può fornirmelo soltanto la polizia.
Ho il contratto di affitto, dovrebbe esser facile. Il problema è che
nessuno vuole prendersi la responsabilità di niente e così, ieri sono
andato alla stazione di polizia di Luxor. Da lì mi hanno mandato a
quella di Gurna. Non c’era l’ufficiale responsabile perché stava
ispezionando i posti di blocco della Riva Ovest. Ci sono tornato oggi
per sentirmi dire che, essendo straniero, tutto era di competenza della
polizia turistica. Sono così andato alla stazione che si trova dietro
l’ispettorato di Gurna. Da qui mi hanno indirizzato alla polizia
turistica di Luxor che, infine, mi ha rimandato alla stazione di Luxor,
facendomi così tornare al punto di partenza. Stavolta mi hanno fatto
entrare nell’ufficio accanto a quello dove ero stato ieri e mi hanno
detto di tornare sabato a ritirare il documento. Tutti gentilissimi, ma
mi è sembrato i vivere in un film di Alberto Sodi, uno di quelli dove il
cittadino rimane incastrato nella macchina burocratica. Se l’Italia
piange, l’Egitto non ride.
Tornato
sullo scavo mi hanno riferito che era passato un certo Mohammed,
responsabile di tutti i restauri dell’Alto Egitto. Aveva lasciato detto
che mi voleva parlare. Sono così andato a incontrarlo. Ha parlato ad
alta voce per quasi un’ora nella stanzetta dell’ispettorato facendoci
rimbecillire tutti. Anche
Mustafa, che era con me, si è chiesto perché
la gente importante del Cairo debba urlare quando parla. In sostanza il
Signor Mohammed voleva farmi assumere alcune persone di sua fiducia e
farle lavorare quanto più possibile. Gli ho gentilmente risposto che non
avevo nessun problema a patto che fosse il Consiglio Superiore delle
Antichità a pagarle. Ho usato lo stratagemma imparato in anni di
permanenza in Egitto: quando un monumento necessita di finanziamenti
appartiene all’umanità; quando è possibile ricavarci qualcosa appartiene
invece all’Egitto. Io ho soltanto invertito i termini. Ho detto che,
siccome la Tomba di Harwa è in Egitto è giusto che ci lavorino quanto e
come vogliono. Io posso però pagare i restauratori (egiziani) che
ritenevo opportuno assumere per il periodo di permanenza della missione.
Tutto si è svolto in arabo e, naturalmente, Mustafa si è rivelato un
aiuto prezioso ritraducendo il mio egiziano alla io-Tarzan-tu-Jane e
sfumando in modo appropriato i concetti da me rozzamente espressi.
Alla
fine di questi due giorni mi chiedo cosa abbia studiato a fare
egittologia per anni, visto che ormai non faccio altro che
amministrazione e diplomazia. Ah… Tra l’altro si vede che non le so
bene: riesco male in entrambe. Alla fine della settimana ho un po’ di
difficoltà a situarmi. Ho veramente bisogno di riposo…
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