L'associazione Culturale "Harwa 2001" ONLUS presenta:

Tomba di Harwa 2007

 
 

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22 novembre

 
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DICEMBRE

Localizzazione degli scavi

 

LA FOTO DEL GIORNO

CHI ERA HARWA

VISITA VIRTUALE

LA MISSIONE
I membri
L'ispettore
Gli operai


di Francesco Tiradritti

Anche la terza settimana di scavo si è conclusa. Incredibile… Il tempo passa velocissimo e abbiamo già girato la boa di metà missione. Quello che abbiamo già fatto è veramente tanto. I risultati ottenuti fino a questo momento vanno davvero oltre ogni mia più rosea aspettativa. E non parlo soltanto del papiro.
Negli ultimi giorni ci siamo occupati dei frammenti di decorazione recuperati nel corso degli scavi davanti all’entrata alla parte sotterranea della Tomba di Harwa. Siamo riusciti ad ottenere almeno un’idea generale di quello che doveva esserci sulla parete meridionale. Come in quella prospiciente vi erano incise scene di macelleria che si svolgevano davanti al padre e alla madre di Harwa. Questa è almeno la conclusione derivata dall’analisi preliminare di porzioni delle scene e delle iscrizioni recuperate fino a questo momento.
Un altro puzzle si va ad aggiungere a tutti quelli sui quali ci siamo impegnati e ci stiamo impegnando in questi anni. Sarà la stanchezza del giovedì, ma oggi mi sento un po’ “schiacciato” dalla massa di lavoro che ancora ci attende. O forse è che, negli ultimi due giorni, non sono riuscito a stare tanto sullo scavo.
Sto cercando di ottenere un certificato di residenza, necessario per eleggere “Casa Italia” come dimora ufficiale della missione. Mi serve un documento in cui si attesta che, nei mesi della mia permanenza a Luxor, vivo a “Casa Italia”. Il documento può fornirmelo soltanto la polizia. Ho il contratto di affitto, dovrebbe esser facile. Il problema è che nessuno vuole prendersi la responsabilità di niente e così, ieri sono andato alla stazione di polizia di Luxor. Da lì mi hanno mandato a quella di Gurna. Non c’era l’ufficiale responsabile perché stava ispezionando i posti di blocco della Riva Ovest. Ci sono tornato oggi per sentirmi dire che, essendo straniero, tutto era di competenza della polizia turistica. Sono così andato alla stazione che si trova dietro l’ispettorato di Gurna. Da qui mi hanno indirizzato alla polizia turistica di Luxor che, infine, mi ha rimandato alla stazione di Luxor, facendomi così tornare al punto di partenza. Stavolta mi hanno fatto entrare nell’ufficio accanto a quello dove ero stato ieri e mi hanno detto di tornare sabato a ritirare il documento. Tutti gentilissimi, ma mi è sembrato i vivere in un film di Alberto Sodi, uno di quelli dove il cittadino rimane incastrato nella macchina burocratica. Se l’Italia piange, l’Egitto non ride.
Tornato sullo scavo mi hanno riferito che era passato un certo Mohammed, responsabile di tutti i restauri dell’Alto Egitto. Aveva lasciato detto che mi voleva parlare. Sono così andato a incontrarlo. Ha parlato ad alta voce per quasi un’ora nella stanzetta dell’ispettorato facendoci rimbecillire tutti. Anche Mustafa, che era con me, si è chiesto perché la gente importante del Cairo debba urlare quando parla. In sostanza il Signor Mohammed voleva farmi assumere alcune persone di sua fiducia e farle lavorare quanto più possibile. Gli ho gentilmente risposto che non avevo nessun problema a patto che fosse il Consiglio Superiore delle Antichità a pagarle. Ho usato lo stratagemma imparato in anni di permanenza in Egitto: quando un monumento necessita di finanziamenti appartiene all’umanità; quando è possibile ricavarci qualcosa appartiene invece all’Egitto. Io ho soltanto invertito i termini. Ho detto che, siccome la Tomba di Harwa è in Egitto è giusto che ci lavorino quanto e come vogliono. Io posso però pagare i restauratori (egiziani) che ritenevo opportuno assumere per il periodo di permanenza della missione. Tutto si è svolto in arabo e, naturalmente, Mustafa si è rivelato un aiuto prezioso ritraducendo il mio egiziano alla io-Tarzan-tu-Jane e sfumando in modo appropriato i concetti da me rozzamente espressi.
Alla fine di questi due giorni mi chiedo cosa abbia studiato a fare egittologia per anni, visto che ormai non faccio altro che amministrazione e diplomazia. Ah… Tra l’altro si vede che non le so bene: riesco male in entrambe. Alla fine della settimana ho un po’ di difficoltà a situarmi. Ho veramente bisogno di riposo…
 

 
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