L'associazione Culturale "Harwa 2001" ONLUS presenta:

Tomba di Harwa 2007

 
 

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24 novembre

 
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DICEMBRE

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Gli operai


di Francesco Tiradritti

Il rientro dalla pausa del venerdì è sempre un po’ a rallentatore. Non però oggi. Gli operai sono stati veramente contenti di rivedere Tina, Vesna e Januš. Le prime due seguono l’attività archeologica nella Tomba di Harwa dal 2003. Januš si è unito alla squadra nel 2005. Grazie alle istruzioni lasciate da Saša e Mojca, hanno potuto continuare lo scavo del cortile senza perdere neanche un minuto.
Lavoriamo con quattro squadre di operai. Ora sono state tutte spostate verso il centro del cortile per mantenere il livello dei detriti quanto più possibile in fase. Stanno attaccando alcuni strati che ricoprono un ampio fronte di crollo del muro di cinta in mattoni crudi della vicina Tomba di Petamenofi. La sabbia è mista a limo e il terreno è perciò molto compatto. Neanche le cazzuole inglesi di acciaio riescono a rimuoverlo e gli operai sono costretti a ricorrere alla “gadduma”, la piccola zappa che usano qui come strumento polifunzionale (funge anche da mazzuolo e da martello). Naturalmente, allontanandosi dalle pareti del cortile, i ritrovamenti diminuiscono. Anzi, diciamocela proprio tutta: sono ormai ridotti a zero.
In queste ore le piccole soddisfazioni derivano dall’identificare qualche blocco della decorazione. Come è successo proprio stamattina. Un grosso frammento di calcare con il nome della madre di Akhimenru è tornato al suo posto. Incredibile: si inserisce perfettamente nella parete e non ci sarebbe neanche bisogno di incollarlo.
Oggi è però arrivato Abd El-Hakim, il restauratore egiziano che dovrebbe prendersi cura dei pilastri del portico meridionale, il cui stato di conservazione desta non poche preoccupazioni. Domani gli chiedo se si può occupare anche di rimettere a posto il frammento di decorazione della Tomba di Akhimenru.
 

 
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