L'associazione Culturale "Harwa 2001" ONLUS presenta:

Tomba di Harwa 2007

 
 

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27 novembre

 
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DICEMBRE

Localizzazione degli scavi

 

LA FOTO DEL GIORNO

CHI ERA HARWA

VISITA VIRTUALE

LA MISSIONE
I membri
L'ispettore
Gli operai


di Francesco Tiradritti

Dopo la doverosa pausa di ieri, riprendo a scrivere questo diario.
Devo confessare che mi sento un po’ perso. Lo scavo del cortile si è spostato verso il centro dell’area e, allontanandosi dalle pareti i ritrovamenti sono diventati più sporadici.
O meglio. Non è proprio così. Continuiamo a trovare un elevato numero di blocchi provenienti dalla decorazione, ma il loro riconoscimento e la loro identificazione sono meno immediati. È perciò difficile dire qualcosa di nuovo. Gli strati che vengono attualmente scavati fanno soprattutto parte di crolli avvenuti in un periodo antecedente alla fine del XIX secolo (la data ante quem è desumibile da quanto rimosso all’inizio della stagione). In questo periodo la frequentazione della Tomba di Harwa appare essere stata sporadica: un asino lasciato per qualche ora al centro del cortile, qualcuno ha preso un frammento della parete sud e lo ha trasportato a più di dieci metri di distanza per chissà quale ragione. Sono scuro che potremo proseguire in modo più spedito non appena saremo riusciti a rimuovere l’ampio crollo di mattoni crudi proveniente dal muro di cinta della Tomba di Petamenofi che passa proprio sopra l’angolo nord-est del cortile. Per il momento mi sembra di navigare in alto mare. Un mare di sabbia. Niente all’orizzonte, calma piatta.
Meno male che a tenere desto il mio interesse ci pensano gli ispettori del Consiglio Superiore delle Antichità. Ieri siamo riusciti ad accedere al magazzino dove sono conservate le antichità da noi ritrovate. Lo scopo è quello di completarne lo studio in vista di una pubblicazione preliminare degli scavi del Primo Livello Sotterraneo che vorrei fare uscire per il 2008. In questa fase Cintia dovrebbe occuparsi dell’analisi degli ushabty.
Non è possibile descrivere la mia amarezza quando, aprendo gli armadi con i nostri oggetti, abbiamo trovato che le scatole in legno contenute al loro interno erano tutte sottosopra. Qualcuno ci aveva messo le mani e aveva persino divelto l’anta di un armadio. Le sorprese non erano però finite. Ho chiesto di vedere i reperti che avevano ricevuto un numero di inventario, tra i quali si trova anche l’ushabty di Harwa con le insegne della regalità. Ho così scoperto che questo e altri cinque reperti non si trovano più al loro posto. Pare che sia arrivata una commissione e ne abbia deciso il trasferimento al Cairo. Dovrebbe essere esposto nel Museo della Civiltà egizia di prossima apertura ma, per il momento, nessuno qui a Gurna sa dove si trovi. Preferisco non commentare, ma tutto quello che è successo è molto grave. Mi hanno assicurato che i reperti possono essere riportati indietro; la procedura è però assai lunga…
 

 
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