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Localizzazione
degli scavi |
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LA FOTO DEL
GIORNO |
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CHI ERA HARWA
VISITA VIRTUALE
LA MISSIONE
I membri
L'ispettore
Gli operai
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di
Francesco Tiradritti
Dopo
la doverosa pausa di ieri, riprendo a scrivere questo diario.
Devo
confessare che mi sento un po’ perso. Lo scavo del cortile si è spostato
verso il centro dell’area e, allontanandosi dalle pareti i ritrovamenti
sono diventati più sporadici.
O
meglio. Non è proprio così. Continuiamo a trovare un elevato numero di
blocchi provenienti dalla decorazione, ma il loro riconoscimento e la
loro identificazione sono meno immediati. È perciò difficile dire
qualcosa di nuovo. Gli strati che vengono attualmente scavati fanno
soprattutto parte di crolli avvenuti in un periodo antecedente alla fine
del XIX secolo (la data ante quem è desumibile da quanto rimosso
all’inizio della stagione). In questo periodo la frequentazione della
Tomba di Harwa appare essere stata sporadica: un asino lasciato per
qualche ora al centro del cortile, qualcuno ha preso un frammento della
parete sud e lo ha trasportato a più di dieci metri di distanza per
chissà quale ragione. Sono scuro che potremo proseguire in modo più
spedito non appena saremo riusciti a rimuovere l’ampio crollo di mattoni
crudi proveniente dal muro di cinta della Tomba di Petamenofi che passa
proprio sopra l’angolo nord-est del cortile. Per il momento mi sembra di
navigare in alto mare. Un mare di sabbia. Niente all’orizzonte, calma
piatta.
Meno
male che a tenere desto il mio interesse ci pensano gli ispettori del
Consiglio Superiore delle Antichità. Ieri siamo riusciti ad accedere al
magazzino dove sono conservate le antichità da noi ritrovate. Lo scopo è
quello di completarne lo studio in vista di una pubblicazione
preliminare degli scavi del Primo Livello Sotterraneo che vorrei fare
uscire per il 2008. In questa fase
Cintia
dovrebbe occuparsi dell’analisi degli ushabty.
Non
è possibile descrivere la mia amarezza quando, aprendo gli armadi con i
nostri oggetti, abbiamo trovato che le scatole in legno contenute al
loro interno erano tutte sottosopra. Qualcuno ci aveva messo le mani e
aveva persino divelto l’anta di un armadio. Le sorprese non erano però
finite. Ho chiesto di vedere i reperti che avevano ricevuto un numero di
inventario, tra i quali si trova anche l’ushabty
di Harwa con le insegne
della regalità. Ho così scoperto che questo e altri cinque reperti non
si trovano più al loro posto. Pare che sia arrivata una commissione e ne
abbia deciso il trasferimento al Cairo. Dovrebbe essere esposto nel
Museo della Civiltà egizia di prossima apertura ma, per il momento,
nessuno qui a Gurna sa dove si trovi. Preferisco non commentare, ma
tutto quello che è successo è molto grave. Mi hanno assicurato che i
reperti possono essere riportati indietro; la procedura è però assai
lunga…
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