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Localizzazione
degli scavi |
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LA FOTO DEL
GIORNO |
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CHI ERA HARWA
VISITA VIRTUALE
LA MISSIONE
I membri
L'ispettore
Gli operai
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di
Francesco Tiradritti
Ho
tralasciato questo diario per alcuni giorni e me ne scuso con quanti mi
hanno scritto chiedendomi cosa fosse successo e con tutti gli altri. Non
c’è una ragione particolare dietro questa interruzione. Un po’ di
stanchezza e mille piccole cose che fanno passare la giornata in un
baleno. Alba e tramonto. Cena e subito voglia e bisogno di andare a
letto. Questa è la nostra vita.
Talvolta
ci vediamo un film dopo cena. Abbiamo il proiettore per computer e gli
amplificatori. È come andare al cinema della parrocchia (i DVD hanno
però una qualità migliore rispetto alle pellicole). L’ultimo film che
abbiamo visto è stato “Borat” che ha influenzato l’esperanto a base di
inglese utilizzato dai membri della missione. Molte delle domande, dopo
una pausa, sono fatte seguire dal “nat?” che è il tormentone del film.
Chi lo ha visto sa di cosa parlo.
Questo
dà il senso dell’atmosfera rilassata in cui ci troviamo a vivere in
questi giorni. Soprattutto perché non vi sono grandi novità da
segnalare. Prosegue lo smontaggio dei livelli di riempimento e accumulo
al centro del cortile. Da poco abbiamo anche ripreso a scavare in quella
che era considerata essere, a torto, l’entrata a nicchia della Tomba di
Akhimenru. Per il momento siamo riusciti a capire cosa non è, per
arrivare invece a comprenderne il significato e la funzione ci vorrà del
tempo.
In
queste ore trascorse soprattutto a controllare il lavoro degli operai
capita di avere tempo a disposizione e fermarsi a guardare più da vicino
cose avute davanti agli occhi per anni. Così mi è successo di sostare
più a lungo di fronte ai rilievi della parete meridionale del cortile e
di osservare con maggiore attenzione la scena con la mandria di asini.
Sono rimasto affascinato dall’intrecciarsi delle zampe degli animali.
L’artista è riuscito a creare un complicato gioco di sovrapposizioni,
molto simile a un arabesco, giocando su un rilievo sottilissimo. Sono
rimasto svariati minuti a guardare e, devo confessare, ho anche cercato
di verificare se le gambe corrispondessero ad altrettanti animali, senza
riuscirci.
Ieri
c’è stato anche un momento di scompiglio provocato dalla visita di Dita
von Teese. Dita è probabilmente la più famosa streap-teaser del momento
ed è altresì nota per essere stata la moglie del cantante rock Marylin
Manson. È venuta in tomba in compagnia di Olga di Grecia e dello
stilista Christian Louboutin che ha una casa qui all’ovest di Luxor. La
Signora Von Teese è così celebre che qualche operaio l’ha riconosciuta.
La notizia si è sparsa in un batter d’occhio dando luogo a un
assembramento di uomini nel cortile (pensare che il più delle volte si
fa fatica a trovare qualcuno con un cestino per rimuovere i detriti),
gli occhi imbambolati come se stessero vedendo un fantasma o Babbo
Natale. Siccome i lavori si sono interrotti e non sono più ripresi
(eravamo ormai all’ultimo quarto d’ora della giornata), oggi ho fatto
lavorare gli operai cinque minuti in più. Chissà perché nessuno ha
trovato alcunché da ridire…
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