L'associazione Culturale "Harwa 2001" ONLUS presenta:

Tomba di Harwa 2007

 
 

INDICE
PAGINA INIZIALE

2 dicembre

 
NOVEMBRE
LU MA ME GI VE SA DO
26 27 28 29 30 1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31 1 2 3 4 5 6

Localizzazione degli scavi

 

LA FOTO DEL GIORNO

CHI ERA HARWA

VISITA VIRTUALE

LA MISSIONE
I membri
L'ispettore
Gli operai


di Francesco Tiradritti

Ho tralasciato questo diario per alcuni giorni e me ne scuso con quanti mi hanno scritto chiedendomi cosa fosse successo e con tutti gli altri. Non c’è una ragione particolare dietro questa interruzione. Un po’ di stanchezza e mille piccole cose che fanno passare la giornata in un baleno. Alba e tramonto. Cena e subito voglia e bisogno di andare a letto. Questa è la nostra vita.
Talvolta ci vediamo un film dopo cena. Abbiamo il proiettore per computer e gli amplificatori. È come andare al cinema della parrocchia (i DVD hanno però una qualità migliore rispetto alle pellicole). L’ultimo film che abbiamo visto è stato “Borat” che ha influenzato l’esperanto a base di inglese utilizzato dai membri della missione. Molte delle domande, dopo una pausa, sono fatte seguire dal “nat?” che è il tormentone del film. Chi lo ha visto sa di cosa parlo.
Questo dà il senso dell’atmosfera rilassata in cui ci troviamo a vivere in questi giorni. Soprattutto perché non vi sono grandi novità da segnalare. Prosegue lo smontaggio dei livelli di riempimento e accumulo al centro del cortile. Da poco abbiamo anche ripreso a scavare in quella che era considerata essere, a torto, l’entrata a nicchia della Tomba di Akhimenru. Per il momento siamo riusciti a capire cosa non è, per arrivare invece a comprenderne il significato e la funzione ci vorrà del tempo.
In queste ore trascorse soprattutto a controllare il lavoro degli operai capita di avere tempo a disposizione e fermarsi a guardare più da vicino cose avute davanti agli occhi per anni. Così mi è successo di sostare più a lungo di fronte ai rilievi della parete meridionale del cortile e di osservare con maggiore attenzione la scena con la mandria di asini. Sono rimasto affascinato dall’intrecciarsi delle zampe degli animali. L’artista è riuscito a creare un complicato gioco di sovrapposizioni, molto simile a un arabesco, giocando su un rilievo sottilissimo. Sono rimasto svariati minuti a guardare e, devo confessare, ho anche cercato di verificare se le gambe corrispondessero ad altrettanti animali, senza riuscirci.
Ieri c’è stato anche un momento di scompiglio provocato dalla visita di Dita von Teese. Dita è probabilmente la più famosa streap-teaser del momento ed è altresì nota per essere stata la moglie del cantante rock Marylin Manson. È venuta in tomba in compagnia di Olga di Grecia e dello stilista Christian Louboutin che ha una casa qui all’ovest di Luxor. La Signora Von Teese è così celebre che qualche operaio l’ha riconosciuta. La notizia si è sparsa in un batter d’occhio dando luogo a un assembramento di uomini nel cortile (pensare che il più delle volte si fa fatica a trovare qualcuno con un cestino per rimuovere i detriti), gli occhi imbambolati come se stessero vedendo un fantasma o Babbo Natale. Siccome i lavori si sono interrotti e non sono più ripresi (eravamo ormai all’ultimo quarto d’ora della giornata), oggi ho fatto lavorare gli operai cinque minuti in più. Chissà perché nessuno ha trovato alcunché da ridire…
 

 
    < Pagina precedente

Pagina successiva >