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Statua cubo di Harwa
La statua si trovava nelle collezioni del Louvre già al momento
dell'apertura del Museo Charles X, come dimostra il fatto che
Champollion utilizzò parte della titolatura di Harwa nella sua
Grammaire. La scultura deve essere identificata con la
"statua assisa" descritta nell'inventario della collezione Salt.
Harwa è rappresentato secondo la tipologia della statua cubo
assai attestata durante la XXV dinastia: seduto con le braccia
incrociate sulle ginocchia, il torso, le gambe e i piedi sono
coperti. La mano sinistra è aperta, mentre la destra stringe un
elemento vegetale la cui identificazione è lungi dall'essere
certa: lattuga per taluni, spiga di cereali per altri. Il volto
si differenzia per le proporzioni da quello delle sculture del
medesimo personaggio provenienti dalla Nascondiglio di Karnak,
malgrado le guance piene e il viso rotondo siano uguali a queste
ultime.
Sulla spalla destra è inciso il nome della Divina Adoratrice
Amenirdis I di cui Harwa era Grande Maggiordomo. I testi che
ricoprono la statua sono organizzati secondo una struttura
comune, anche se variano su ogni lato: i titoli e il nome di
Harwa sono seguiti da un Appello ai viventi rivolto ai
membri del clero del tempio di Amon a Karnak che sono invitati a
recitare una richiesta di offerte per il Grande maggiordomo.
Segue un elenco delle qualità morali del personaggio e le buone
azioni che egli ha compiuto.
M. Etienne da F.
Tiradritti (a cura di), Catalogo della mostra "Il cammino di
Harwa", Milano 1999, pp. 20, 160 (Cat. 4). |