RAPPORTO PRELIMINARE sulla
CAMPAGNA di STUDIO nella
TOMBA di HARWA
(TT 37)
English Version

Questo studio è frutto delle ricerche compiute
su una tomba della XXV dinastia trovata
a Luxor sulla riva occidentale del Nilo
vicino al tempio mortuario della regina Hatshepsut

Francesco Tiradritti

Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche









Introduzione
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Lo scopo principale della studio nella tomba di Harwa (TT 37) era quello di analizzare e copiare alcuni testi geroglifici incisi sulle pareti degli ambienti ipostili sotterranei della tomba. La campagna, nel corso della quale è stata compiuta anche un'esplorazione più approfondita dell'intero ipogeo, è durata dal 30 ottobre al 7 novembre 1995.

Ringraziamenti
Alcuni membri della Missione Archeologica dell'Università di Roma "La Sapienza" hanno fornito il proprio contributo su specifiche problematiche che sono state affrontate nel corso dello studio. Ringrazio perciò Carlo Cataldi Tassoni (architetto), Carlo Usai (restauratore), Franco Lovera (fotografo) ed il Prof. Alessandro Roccati, direttore della missione, che ha loro accordato il permesso di prestare la loro opera. Un particolare ringraziamento va anche ai funzionari dell'Ispettorato del Servizio delle Antichità di Qurna, che hanno facilitato in ogni modo il regolare svolgimento dei lavori. Voglio qui ricordare il Direttore Sabri Abd el-Aziz, l'ispettore-capo Mohammed A. el-Bialy e l'ispettore Aly Abd el-Gelil.










Nella tomba
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Prima di iniziare i lavori, poiché nessuno era più entrato nella tomba da circa vent'anni, è stata compiuta un'ispezione generale dell'intera struttura con lo scopo di esaminare il suo stato di conservazione (Pianta).

Il pavimento di ogni ambiente è ricoperto dai frammenti di calcare caduti dalle pareti e dal soffitto nel corso dei secoli. Molti di questi recano decorazioni ed iscrizioni geroglifici. In ragione di questo fatto, si è provveduto a spostarli, in modo da creare passaggi che permettessero di raggiungere le parti più importanti dell'ipogeo senza calpestarli (Fig. 2). Nel corso di questa operazione, un frammento con la menzione alla "dodicesima ora della notte" è stato rinvenuto nella prima sala ipostila. Ciò rende assai probabile l'ipotesi che i pilastri della sala (da dove sembra provenire il frammento) fossero iscritti con una versione del Libro delle ore del giorno e della notte. Nella parte sud-occidentale della prima sala ipostila è stato trovato anche un frammento di tavola d'offerta in arenaria. Poiché lo scopo principale della campagna era lo studio dei testi, i due frammenti sono stati lasciati in situ.










La seconda sala ipostila
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Nella seconda sala ipostila è stato riscontrato un pericolo di crollo in corrispondenza di una larga porzione della parete meridionale. Carlo Usai ha condotto un intervento conservativo preliminare in modo da impedire il verificarsi del distacco. L'area in pericolo è stata assicurata al resto della parete per mezzo di una solida bendatura. In generale, le pareti di questo ambiente sono in migliori condizioni rispetto a quelle del precedente. Le iscrizioni che le ricoprono sono però quasi completamente ricoperte dagli escrementi dei pipistrelli che abitano la tomba e sono perciò praticamente illeggibili. Un accurato esame ha però dimostrato che sarebbe possibile recuperarne una buona parte attraverso un'accurata pulizia.

Le figurazioni ed i testi dei passaggi tra i vari ambienti sono stati copiati ed completamente documentati (Figg. 5, 6). Il loro studio preliminare sembrerebbe dimostrare che il defunto, proprio nella seconda sala ipostila (dove si apre il pozzo che conduce al nucleo di ambienti funerari con la sepoltura di Harwa), viene sottoposto ad uno speciale rituale in grado di conferirgli una rinnovata giovinezza prima della sua definitiva discesa nell'Oltretomba (Figg. 3, 4). Il suo arrivo nel regno dei morti avviene però nella sala successiva, sulla cui parete di fondo è scolpita in altorilievo una immagine del dio Osiride. Questi è rappresentato all'interno del suo santuario, realizzato con una tecnica che precorre quella del trompe-l'oeil in modo da conferire un'impressione di maggiore profondità all'ambiente.










Santuario
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A sinistra dell'immagine di Osiride, nella parete nord, si apre una nicchia coni resti di una statua di Harwa, che è possibile ricostruire almeno parzialmente recuperando i frammenti che si trovano sparsi intorno. La statua del defunto è posta in modo da guardare la parete meridionale dell'ambiente, dove si apre una porta che conduce ad una stanza sussidiaria dove si trova un pozzo profondo m 8-9. Un'attenta analisi dei resti di geroglifici che si trovano sull'architrave della porta hanno consentito di leggere il nome del defunto che doveva essere sepolto nel pozzo.
Sebbene la sua identità debba ancora essere indagata, la posizione del suo pozzo funerario all'interno della tomba rende assai probabile che Uzery sia da identificare con un parente (forse un figlio) dello stesso Harwa.










Altre parti
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Dalla stanza di Uzery è possibile accedere al corridoio che circonda l'intero complesso sotterraneo della tomba (Fig. 7). Nel troncone nord è stato scoperto un foro che dava direttamente nella sala ipostila meridionale della tomba di Padineith (TT 197). Il foro è stato chiuso con pietre e cemento in modo da impedire l'accesso alla tomba di Harwa. L'entrata alla sala ipostila di Padineith (anepigrafe) è stata invece bloccata con un muro di pietre a secco coperto dalla sabbia.

All'interno della prima sala ipostila della tomba di Harwa, vicino al cancello d'ingresso, è stato ritrovato un sacchetto di plastica contenente alcuni oggetti ritrovati nel corso di una pulizia superficiale del cortile (effettuata il 3 dicembre 1994 da Salah Bayumi, ispettore del Servizio delle Antichità di Qurna), resasi necessaria in seguito alle abbondanti piogge di quell'anno. La dott.ssa Susanna Vanek (Eötvös University, Budapest) ha esaminato i frammenti di alcuni ushabty, attribuendo loro una datazione preliminare. Ne è risultato un orizzonte cronologico che abbraccia dalla XXV dinastia fino all'epoca greco-romana che suggerisce un utilizzo della tomba estremamente prolungato.











Francesco TIRADRITTI
consulente egittologo

c/o Civiche Raccolte Archeologiche
via Luini, 2
I-20123 Milano

Le fotografie sono di Franco Lovera,
via Pascoli 7, I-10036 Settimo Torinese (TO).