Chi era Harwa


Nonostante la grandezza del suo monumento funerario, le otto statue che lo raffigurano e altri oggetti minori che riportano il suo nome, Harwa resta una figura enigmatica per la storia egizia. 

Egli visse nel corso della XXV dinastia (775-653), quando l'Egitto si trovava sotto il dominio di faraoni nubiani. Uno dei periodi della storia dell'antico Egitto che ancora presentano molti lati oscuri.

Contesto storico


Nella seconda metà dell'VIII secolo a.C., il Delta e il Basso Egitto erano sotto il controllo di cinque re, ciascuno dei quali (Osorkon IV a Tanis, Tefnakht a Sais, Pef-tjau-auy-bastet a Eracleopoli, Nimlot a Ermopoli e Iuput a Leontopoli), sebbene governasse una regione limitata, pretendeva di essere l'unico ad avere diritto al trono dell'Egitto. Questi sovrani controllavano anche l'Alto Egitto affidando a membri della loro famiglia le più importanti funzioni religiose del potente e ricco stato teocratico del dio Amon a Tebe. In quel periodo la più importante carica ecclesiastica era quella di "Divina adoratrice del dio Amon", che rivestiva un ruolo maggiore di quella di  "Primo sacerdote". Il titolo era una variante di "Sposa del dio" che, nel corso del Nuovo Regno, spettava normalmente regine e principesse della casa regnante.

Intorno al 725 a.C. i cinque re formarono una coalizione contro il re nubiano Piankhy che aveva rivolto le sue mire espansionistiche verso l'Egitto. 

La creazione di un regno indipendente a sud, nei territori precedentemente sotto il controllo dell'Egitto era stata una conseguenza della crisi delle istituzioni che aveva caratterizzato la fine del Nuovo Regno. Le prime tracce di un potere centrale in Nubia (Kush) risalgono all'inizio del X secolo a.C. In due secoli il regno kushita divenne talmente ricco e potente da minacciare l'Egitto. 

Piankhy sconfisse la coalizione dei re egiziani e prese il controllo dell'Egitto fino a Menfi. Egli lasciò al proprio posto i monarchi  che governavano il Delta, riducendoli al rangodi semplici governatori e mantenne il controllo dello stato teocratico del dio Amon a Tebe attribuendo la carica di Divina adoratrice alla sorella Amenirdis I.

Piankhy e i suoi successori governarono l'Egitto per circa sessanta anni fino all'arrivo degli Assiri.

La vita

Harwa visse nel corso della XXV dinastia e ricoprì una delle cariche più importanti dello stato teocratico di Amon a Tebe come Grande Maggiordomo della Divina Adoratrice.

Le sue fattezze sono ben note grazie a otto statue conservate nelle maggiori collezioni di arte egizia nel mondo (Assuan, Berlino, Cairo, Londra e Parigi). La più realistica lo ritrae come un uomo anziano dalla testa rasata e dal viso largo, con gli occhi a mandorla e una bocca con sottili labbra. Il corpo è pingue, a dimostrazione del raggiungimento di un alto grado di prosperità.

Egli è seduto con la gamba sinistra sollevata. Questa particolare posizione risale all'Antico Regno e rispecchia pienamente la scultura della XXV dinastia in cui elementi arcaicizzanti convivono con una  propensione verso un marcato realismo.

I testi incisi sulle statue di Harwa affermano che egli nacque in una famiglia di sacerdoti tebani. Era figlio della "Nobildonna", Nestaureret, e di un sacerdote legato al tempio di Amon a Karnak, Padimut figlio di Ankhefenamon. Harwa seguì la carriera del padre.

Probabilmente era un giovane sacerdote quando Piankhy conquistò l'Egitto. La statua inedita del Museo del Cairo, che rappresenta Harwa con i suoi genitori, dovrebbe risalire a questo periodo della sua vita. Le iscrizioni incise sulla statua citano Harwa come imi-khent, una carica religiosa di scarso rilievo, e indicano perciò che era all'inizio della sua carriera.

Quando il dominio nubiano si rafforzò in Egitto con i successori di Piankhy, Harwa deve avere sostenuto la causa della nuova casata ed è probabile che la sua ascesa ai massimi vertici dello stato tebano, sia dipesa da questa sua scelta politica . Non è possibile stabilire con certezza quando egli divenne Grande maggiordomo della divina adoratrice, ma è citato in connessione con Amenirdis I (sorella di Piankhy).

Harwa ricoprì la posizione di Grande maggiordomo per circa vent'anni, fino al regno di Taharqo (690-664 a.C.). Fu durante il regno di quest'ultimo faraone che Harwa iniziò la costruzione del proprio monumento funerario.


Nuova luce sul significato della vita di Harwa

Durante la campagna di scavo del 1997 è stato riportato alla luce un ushabty in calcare che mostra caratteristiche tali da renderlo unico e che consentono nuove ipotesi sull'effettivo ruolo di Harwa nell'amministrazione tebana. Lo stile di esecuzione è quello tipico delle statuine funerarie mummiformi della XXV dinastia; il defunto tiene però tra le mani, al posto dei consueti strumenti per il lavoro agricolo, lo scettro e il flagello, ossia le insegne della regalità faraonica.

Si tratta dell'unico esempio noto al mondo di ushabty non regale con tali caratteristiche. Oltre a ciò, nel capitolo VI del Libro dei Morti inciso sul corpo della statuina funeraria, Harwa è menzionato come "Grande dei grandi", il titolo che, per gli egizi, normalmente designava i sovrani dei paesi stranieri. Queste due evidenze consentono di ipotizzare che Harwa ricoprisse in realtà una funzione più importante di quella che appare dalla documentazione. Non più un semplice alto funzionario, ma un vero e proprio governatore o sovrano che controllava  tutto l'Alto Egitto al posto della Divina Adoratrice per conto dei re nubiani.

Anche  la vastità della sua tomba e l'alto numero delle statue a lui dedicate inducono a supporre che Harwa fosse la persona politicamente più influente di uno stato che si estendeva fino alla prima cataratta (un graffito a suo nome è stato scoperto a Naga esh-Sheikh, vicino ad Assuan).

Se questa ipotesi, che il proseguire degli scavi  sembrano rendere sempre più concreta, anche la  posizione di Montuemhat e di Petamenofi dovrebbero essere riconsiderate. Essi scelsero di collocare le loro tombe a est e a ovest della tomba di Harwa come se verso la sua figura manifestassero una grande reverenza. E' allora lecito domandarsi: è possibile parlare di una dinastia di "funzionari" che governarono la regione tebana con il consenso dei re nubiani ? Se ciò risultasse confermato dal proseguimento degli scavi nella tomba di Harwa, il problema che sussiste è di stabilire come avveniva  la successione di questi funzionari che non appartenevano a un'unica famiglia e non condividendo gli stessi titoli e posizioni.

Email: tiradritti@harwa.org

 

 

 

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